Alternative per il Socialismo

Il socialismo è portare avanti quelli che sono nati indietro.

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  • Di Pietro e la svolta di Salerno

    di Redazione

    ~ 08/02/10

    La scelta dell’Italia dei Valori di appoggiare il candidato democratico Enzo De Luca alle regionali in Campania, ha sollevato un polverone. Per molti, ma fortunatamente non per tutti, è stata una mossa sbagliata, un errore politico di cui l’Idv pagherà le conseguenze. Chi sostiene ciò è del tutto incapace di dare un’articolata lettura politica.

    La scelta dell’Italia dei Valori non solo è legittima in quanto avviene democraticamente, ma segna una svolta politica profonda all’interno del partito. Non basta la piazza, lo ha detto lo stesso Di Pietro. Fare opposizione non significa soltanto urlare il proprio malcontento, ma più largamente costruire un progetto d’alternativa. Una sfida che interroga sia l’Idv quanto il Partito democratico, ancora incerto sulla sua identità.

    Ma quella di Salerno è sopratutto una svolta importante dal punto di vista culturale. Accantonare il giustizialismo massimalista a vantaggio di un più garantista codice etico. L’apertura di un fascicolo di inchiesta non equivale immediatamente ad una condanna.

    Chi sosteneva che l’Idv avrebbe dovuto proporre un suo candidato o peggio ancora non presentarsi alle elezioni regionali in Campania, non fa altro che porgere il fianco alla destra berlusconiana. Spaccare il centrosinistra con una candidatura concorrenziale, o magari indebolirlo con l’assenza di un alleato forte come Di Pietro avrebbe significato regale la Campania al Pdl.

    Bisogna invece lottare. Alternative per il socialismo è schierata con il centrosinistra nella sua totalità, perché bisogna portare avanti quello che è stato fatto in questi anni, correggendo sbavature e imperfezioni. E perché non vogliamo che il centrodestra, come ha già esplicitamente manifestato, faccia scempio del nostro territorio con le centrali nucleari.

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    Post tags: Berlusconi, Campania, centrali nucleari, centrosinistra, codice etico, congresso idv, di pietro, enzo de luca, Idv, pd, pdl, regionali, salerno
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    Municipalità: una questione democratica

    di Francesco Donzelli - Presidente Alternative per il socialismo

    ~ 03/02/10

    Portare al centro dell’azione politica la questione dei territori e dei quartieri, significa rinsaldare quel legame democratico che tiene insieme i cittadini e le istituzioni locali. Troppe volte le Municipalità, alle richieste sempre più pressanti dei cittadini, hanno risposto con il silenzio nascondendo i problemi reali dietro operazioni di facciata e di pura demagogia. Noi Alternative per il socialismo siamo impegnati da oltre un anno in IV Municipalità (che comprende i quartieri Poggioreale, San Lorenzo e Vicaria) proprio per ricostruire questo importante collegamento democratico a vantaggio dei cittadini e nonché della credibilità delle istituzioni.

    Troppo spesso la IV Municipalità è stata avvertita come lontana e distante, inefficace nell’affrontare questioni delicate come la richiesta, più volte sollevata dai residenti, di una seria riqualificazione territoriale che ne migliorasse la vivibilità. La IV Municipalità, che si inscrive all’interno di quel parziale fenomeno di decentramento amministrativo che ha portato alla sostituzione delle vecchie Circoscrizioni, non ha saputo ricoprire un ruolo di protagonismo istituzionale. Per limiti oggettivi e per mancanza di una strategia d’insieme, non senza un deficit dal punto di vista comunicativo, la Municipalità sembra non esistere affatto.

    L’intento politico di Alternative per il socialismo è da un lato quello di avvicinare i cittadini all’amministrazione di quartiere; dall’altro responsabilizzare, e quindi misurare nel concreto, il lavoro della Municipalità. Una battaglia politica costruttiva, che pone questioni concrete da risolvere ma senza trascurare i limiti strutturali, amministrativi e di bilancio, che affliggono l’amministrazione.

    È interesse di Alternative per il socialismo porre una pianificazione politico-programmatica che si articola in quattro punti.

    Primo: riqualificazione territoriale. Significa valorizzare un territorio, offrendo spazi di vivibilità e attrattiva per i cittadini, tentando anche di stimolare l’economia della zona. Così come è stato fatto già in altra piazze, proponiamo che anche a piazza Carlo III, luogo centrale dell’arteria cittadina, venga realizzato un impianto di giostre. Questo offrirebbe un’attrazione sana a ragazzini che spesso hanno come unica attrattiva la strada; spronerebbe una maggior cura del territorio dal punto di vista igienico e rappresenterebbe anche un incremento per le attività commerciali della zona. Di questo tema ne abbiamo già parlato, in un tavolo di Giunta, con gli assessori Giampiero Perrella e Monica Palumbo.

    Secondo: trasparenza e comunicazione. Il sito del Comune di Napoli, attualmente l’unico strumento di informazione della Municipalità, è del tutto insufficiente. I residenti, purtroppo, non conoscono i contenuti né le decisione del Consiglio. Noi di Alternative per il socialismo entreremo direttamente nel “palazzo” con il nostro giornale, Avanguardie. Videointerviste, notizie flash, aggiornamenti dal Consiglio, Avanguardie diverrà uno strumento per ricostruire quel filo di comunicazione tra i cittadini (che pongono domande) e le Istituzioni (che hanno il compito di trovare risposte). Un esperimento che tenteremo di allargare a tutte le Municipalità, perché i cittadini hanno il diritto di consocere gli argomenti e le decisioni della classe politica.

    Terzo: completamento del decentramento amministrativo. Oggi le Municipalità hanno poteri parziali, ingarbugliate in una complessa costruzione burocratica. Più poteri alle Municipalità significa garantire un migliore governo dei territori oltre che una maggiore sicurezza con la gestione decentrata della polizia locale. Su questo, Alternative per il socialismo promuove per mercoledì 24 febbraio, all’ex Ospedale Pace alle 11.00, Alternative un convegno.

    Quarto: Palazzo Fuga: Il recupero di una struttura così imponente, consentirebbe una riqualificazione generale di tutta la Municipalità, oltre che un punto di forza per la rinascita culturale di tutta la città. Uffici, alloggi per universitari, strutture teatrali, mensa per i poveri, impianti sportivi, le possibilità di utilizzo sono infinite. In merito, abbiamo già chiesto un Consiglio congiunto tra le due Municipalità di competenza.

    Questo è il programma politico che Alternative per il socialismo mette in campo per la IV Municipalità. Un programma che potrà essere arricchito dalle proposte che chiunque potrà scrivere sul nostro blog.

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    Post tags: avanguardie, circoscrizioni, cittadini, comunicazione, decentramento amministrativo, democrazia, istituzioni, IV municipalità, Napoli, ospedale pace, palazzo fuga, sicurezza, trasparenza
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    L’avvocato Taormina e le leggi ad personam

    di Redazione

    ~ 31/01/10

    Pubblichiamo una interessante intervista di Alessandro Gilioli, tratta dalla rivista MicroMega, all’ex avvocato/parlamentare di Silvio Berlusconi, Carlo Taormina.

    «Conosco bene il modo con cui Berlusconi chiede ai suoi legali di fare le leggi ad personam, perché fino a pochi anni fa lo chiedeva a me. E, contrariamente a quello che sostiene in pubblico, con i suoi avvocati non ha alcun problema a dire che sono leggi per lui. Per questo oggi lo affermo con piena cognizione di causa: quelle che stanno facendo sono norme ad personam».

    Carlo Taormina, 70 anni, è stato uno dei legali di punta del Cavaliere fino al 2008, quando ha mollato il premier e il suo giro – uscendo anche dal Parlamento – a seguito di quella che lui ora chiama «una crisi morale». Ormai libero da vincoli politici, in questa intervista a Piovonorane dice quello che pensa e che sa su Berlusconi e le sue leggi.

    Avvocato, qual è il suo parere sulle due norme che il premier sta facendo passare in questi giorni, il processo breve e il legittimo impedimento?
    «La correggo: le norme che gli servono per completare il suo disegno sono tre. Lei ha dimenticato il Lodo Alfano Bis, da approvare come legge costituzionale, che è fondamentale».

    Mi spieghi meglio.
    «Iniziamo dal processo breve: si tratta solo di un ballon d’essai, di una minaccia che Berlusconi usa per ottenere il legittimo impedimento. Il processo breve è stato approvato al Senato ma scommetterei che alla Camera non lo calendarizzeranno neanche, insomma finirà in un cassetto».

    E perché?
    «Perché il processo breve gli serve solo per alzare il prezzo della trattativa. A un certo punto rinuncerà al processo breve per avere in cambio il legittimo impedimento, cioè la possibilità di non presentarsi alle udienze dei suoi processi e di ottenere continui rinvii. Guardi, la trattativa è già in corso e l’Udc, ad esempio, ha detto che se lui rinuncia al processo breve, vota a favore del legittimo impedimentoı».

    E poi che succede? Che c’entra il Lodo Alfano bis?
    «Vede, la legge sul legittimo impedimento è palesemente incostituzionale, e quindi la Consulta la boccerà. Però intanto resterà in vigore per almeno un anno e mezzo: appunto fino alla bocciatura della Corte Costituzionale. E Berlusconi nel frattempo farà passare il Lodo Alfano bis, come legge costituzionale, quindi intoccabile dalla Consulta».

    Mi faccia capire: Berlusconi sta facendo una legge – il legittimo impedimento -che già sa essere incostituzionale?
    «Esatto. Non può essere costituzionale una legge in cui il presupposto dell’impedimento è una carica, in questo caso quella di presidente del consiglio. Non esiste proprio. L’impedimento per cui si può rinviare un’udienza è un impegno di quel giorno o di quei giorni, non una carica. Ad esempio, quando io avevo incarichi di governo, molte udienze a cui dovevo partecipare si facevano di sabato, che problema c’è? E si possono tenere udienze anche di domenica. Chiunque, quale che sia la sua carica, ha almeno un pomeriggio libero a settimana. Invece di andare a vedere il Milan, Berlusconi potrebbe andare alle sue udienze. E poi, seguendo la logica di questa legge, la pratica di ottenere rinvii potrebbe estendersi quasi all’infinito. Perché mai un sindaco, ad esempio, dovrebbe accettare di essere processato? Forse che per la sua città i suoi impegni istituzionali sono meno importanti? E così via. Insomma questa legge non sta in piedi, è destinata a una bocciatura alla Consulta. E Berlusconi lo sa, ma intanto la fa passare e la usa per un po’ di tempo, fino a che appunto non passa il Lodo Alfano bis, con cui si sistema definitivamente».

    Come fa a esserne così certo?
    «Ho lavorato per anni per Berlusconi, conosco le sue strategie. Quando ero il suo consulente legale e mi chiedeva di scrivergli delle leggi che lo proteggessero dai magistrati, non faceva certo mistero del loro scopo ad personam. E io gliele scrivevo anche meglio di quanto facciano adesso Ghedini e Pecorella».

    Tipo?
    «Quella sulla legittima suspicione, mi pare fossimo nel 2002. Gli serviva per spostare i suoi processi da Milano a Roma. Lui ce la chiese apertamente e noi, fedeli esecutori della volontà del principe, ci siamo messi a scriverla. E abbiamo anche fatto un bel lavoretto, devo dire: sembrava tutto a posto. Poi una sera di fine ottobre, verso le 11, arrivò una telefonata di Ciampi».

    Che all’epoca era Presidente della Repubblica.
    «Esatto. E Ciampi chiese una modifica».

    Quindi?
    «Quindi io dissi a Berlusconi che con quella modifica non sarebbe servita più a niente. Lui ci pensò un po’ e poi rispose: “Intanto facciamola così, poi si vede”. Avevo ragione io: infatti la legge passò con quelle modifiche e non gli servì a niente».

    Pentito?
    «Guardi, la mia esperienza al Parlamento e al governo è stata interessantissima, direi quasi dal punto di vista scientifico. Ma molte cose che ho fatto in quel periodo non le rifarei più. Non ho imbarazzo a dire che ho vissuto una crisi morale, culminata quando ho visto come si stava strutturando l’entourage più ristretto del Cavaliere.

    A chi si riferisce?
    «A Cicchitto, a Bondi, a Denis Verdini, ma anche a Ghedini e Pecorella. Personaggi che hanno preso il sopravvento e che condizionano pesantemente il premier. E l’hanno portato a marginalizzare – a far fuori politicamente – persone come Martino, Pisanu e Pera. E adesso stanno lavorando su Schifani».

    Prego?
    «Sì, il prossimo che faranno fuori è Schifani. Al termine della legislatura farà la fine di Pera e Pisanu».

    Ma mancano ancora tre anni e mezzo alla fine della legislatura…
    «Non credo proprio. Penso che appena sistemate le sue questioni personali, diciamo nel 2011, Berlusconi andrà alle elezioni anticipate».

    E perché?
    «Perché gli conviene farlo finché l’opposizione è così debole, se non inesistente. Così vince un’altra volta e può aspettare serenamente che scada il mandato di Napolitano, fra tre anni, e prendere il suo posto».

    Aiuto: mi sta dicendo che avremo Berlusconi fino al 2020?
    «E’ quello a cui punta. E in assenza di un’opposizione forte può arrivarci tranquillamente. L’unica variabile che può intralciare questo disegno, più che il Pd, mi pare che sia il centro, cioè il lavorio tra Casini e Rutelli. Ma se questo lavorio funzionerà o no, lo vedremo solo dopo le regionali».

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    Post tags: Berlusconi, carlo taromina, corte costituzionale, Costituzione, legittimo impedimento, Lodo Alfano, micromega, processo breve
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    Vendola, la Puglia migliore e le ambiguità del PD

    di Francesco Donzelli - Presidente Alternative per il socialismo

    ~ 24/01/10

    In queste ultime settimane molti degli iscritti di Alternative per il socialismo si sono mobilitati attivamente per sostenere la candidatura del governatore uscente della Regione Puglia Nichi Vendola. E proprio i nostri militanti mi hanno spronato affinché esprimessi una posizione ufficiale sulla questione Puglia/Vendola/PD prendendo le distanze da un articolo pubblicato sul nostro blog il 28 dicembre, dal titolo “Primarie o un passo indietro” a firma di Antonella Silvestri, articolo nel quale si chiedeva a Vendola, in assenza di primarie, di fare un passo indietro.

    Mi sembra doveroso ricordare che nel nostro blog (composto dagli amici e compagni del nostro direttivo politico) c’è assoluta libertà di opinione. Gli articoli, i commenti, le riflessioni non vengono sottoposte ad alcun filtraggio. Le pubblicazioni sono libere, non avvengono in base a criteri di appartenenza partitica o personalistica. Ero consapevole che l’articolo di Antonella (che ci accompagna da anni nel nostro tortuoso cammino) avrebbe suscitato qualche mal di pancia tra i sostenitori di Vendola, ma questo non rappresentava un buon motivo per sottoporre le sue idee a censura.

    Va ricordato che Alternative per il socialismo, assieme all’associazione CittadiniGiornalisti, porta avanti anche un progetto di giornalismo partecipativo con la creazione della testata Avanguardie. Un progetto ambizioso, che non manca di difficoltà, ma che sta già dando i primi frutti: cinquemila utenti al mese; terza posizione nella classifica di Google; una presentazione, svoltasi alla libreria archeologica di via Duomo lo scorso 13 gennaio, con la presenza di circa 150 persone. Ebbene in Avanguardie, di cui Alternative per il socialismo è l’editore, applichiamo lo stesso identico criterio. Né controllo, né censura, né “veline”. Una redazione che elabora, analizza e denuncia indipendentemente dalla linea politica di Alternative.

    Alle opinioni non si risponde con la censura, ma con le opinioni. Avrei gradito, e lo dico senza spirito polemico ma con intento democratico, che i nostri militanti avessero direttamente, di loro pugno, scritto un articolo di risposta a quello di Antonella Silvestri.

    Passiamo a Vendola. Concordo con l’analisi di Antonella: un alleato sa quando fare un passo indietro. Senza le primarie, la scelta di Vendola avrebbe prodotto una frattura insanabile nel centrosinistra, portando alla potenziale vittoria del Pdl. Un discorso politicamente semplice e lineare. Quello che Antonella trascura, o meglio non approfondisce, è che le primarie rappresentano l’ennesima contraddizione in seno al PD: regola o eccezione? Primarie realmente competitive o primarie confermative?

    Il PD, con la sua nascita, ha destabilizzato il governo Prodi. Con l’autosufficienza veltroniana del “corriamo da soli” ha affossato la sinistra. Con Franceschini e ancora oggi con Bersani il PD rinuncia a fare opposizione lasciando campo libero a Di Pietro. E ancora, il PD guarda al centro o alla sua sinistra? Il Partito democratico, in poche parole, ha un problema che si chiama Partito democratico.

    E dentro questo groviglio confuso che matura la vicenda di Nichi Vendola. Vendola è un governatore sano, che ha lavorato per il territorio e l’ambiente, che si è battuto con forza per l’acqua pubblica. Non si capisce perché, al suo lavoro e al suo forte consenso popolare, il Pd abbia tentato in tutti i modi di anteporre logiche oscure. Quella stessa oscura logica che ha portato la Binetti a minacciare la sua fuoriuscita dal partito in caso della vittoria di Emma Bonino nel Lazio. In pratica, la Binetti si augura la sconfitta del suo stesso partito!

    Il nostro sguardo deve andare oltre. Non si tratta solo di scegliere tra Vendola e Boccia, ma tra due modelli politici alternativi. Se un partito chiuso e impenetrabile, lontano dai cittadini; oppure una forza politica innovativa e capace di ricostruire un filo diretto con le masse popolari. In questo senso il PD, nell’ottica di una rifondazione del centrosinistra, dovrà, subito dopo le regionali, interrogare se stesso per stabilire non solo quale futuro lo attende, ma se c’è un futuro per questo strano partito.

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    Post tags: Alternative per il socialismo, avanguardie, binetti, blog, boccia, bonino, censura, centrosinistra, cittadini giornalisti, libertà, partito democratico, pd, primarie, puglia, vendola
    Postato in: Politica | | Commenti (0)

    Progetto Bros: acque torbide e idee confuse

    di Redazione

    ~ 23/01/10

    Il progetto Bros, ed il futuro dei 4000 precari che ne fanno parte, è diventato ormai sempre di più un groviglio di confusione e di prospettive oscure. Ancor più confuse appaiono le volontà politiche delle Istituzioni Locali e degli assessori Gabriele e Galdieri, oltre alla trasversale posizione del Comune e del suo inquietante silenzio e attendismo nel rispettare le Intese interistituzionali firmate il 30 ottobre prima e il 18 dicembre dopo, mettendoci tra l’altro il mancato trasferimento dei fondi da parte del Ministero del Lavoro, creando di fatto un pericolo per le retribuzioni dopo marzo.

    Questa confusione, se così possiamo definire l’incomprensibile atteggiamento da parte delle Istituzioni, viene dal fatto che negli incontri con le nostre rappresentanze, gli assessori non hanno ancora consapevolezza ed idee chiare di come mettere in moto il meccanismo funzionale dell’Arlas in rapporto con le società partecipate, ma soprattutto non esce chiaramente la volontà e la conoscenza di quali società e settori saranno a gestire le prestazioni dei 4000 precari Bros. Ancora ieri, (venerdì 22gennaio), nell’incontro svoltosi in Provincia tra la nostra rappresentanza e l’assessore Galdieri ed il Presidente Cesaro, lo stesso assessore esprimeva perplessità sul rapporto dell’Arlas in funzione con le società, ovvero non era chiaro sotto quale forma contrattuale dovranno essere gestite le prestazioni dei precari. In merito a questa perplessità l’assessore Galdieri ha richiesto una relazione che definisse tutte le procedure di rapporti tra Arlas e società, parte economica e contrattuale, per poi convocare una riunione interistituzionale tra Comune, Regione e Provincia dove in merito ad un approfondimento costituitosi nella parte giuridica, ogni Ente potrà esprimersi chiaramente su quali saranno le volontà politiche e concrete per finalizzare il progetto Bros.

    Queste stesse idee confuse ed un non chiaro programma di continuità dello stesso progetto, appare anche nelle volontà dell’assessore Gabriele, che per quanto più volte ha proclamato garanzie e certezze sul miglioramento dello stesso progetto e sul futuro occupazionale dei 4000 precari, anch’ egli vive una situazione di immobilismo, mostra ed elenca probabili accessi lavorativi con cifre e prestazioni pescate nel torbido, o meglio non riesce ad esprimere un reale quadro della situazione. Situazione che sicuramente si prospetta e si presenta difficile e critica nel dare l’impulso della continuità al miglioramento, forse la questione che i settori come l’ambiente, i trasporti e la sanità toccano interessi economici e di gestione che appartengono a poteri che sono trasversali alla politica, toccano interessi di clientele ed appalti che sono un circolo vizioso di denari e voti. Questo circolo vizioso bisogna ricercarlo nei rapporti che le società partecipate hanno con le ditte in subappalto, oppure con la dichiarazione che il Presidente Cesaro, ieri nell’incontro, faceva alla nostra rappresentanza, di voler estinguere tutte le società provinciali per appaltare mansioni e servizi. A chi? sicuramente al giro di amici e consulenti che lo hanno portato al potere amministrativo. Resta comunque il fatto che noi abbiamo il dovere di continuare sul piano strategico della lotta e delle iniziative, di non interrompere le continue mobilitazioni affinchè le Istituzioni locali ed il governo centrale non si renderanno conto che nulla fermerà la nostra determinazione fino a quando non costruiranno un reale e concreto programma occupazionale per i 4000 precari Bros

    Coordinamento di lotta x il lavoro- centro sociale Carlo Giuliani;
    Oss Aposs; Unione disoccupati organizzati; Precari e disoccupati Sll; Movimento disoccupati x il lavoro; Unione disoccupati napoletani; Movimento in lotta x il lavoro; Euro disoccupati napoletani;
    Movimento disoccupati Scampia; Movimento centro storico; Movimento corsisti Acerra; Movimento di lotta Pontenuovo
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    Post tags: Campania, cesaro, corrado gabriele, disoccupati, Lavoro, marilù galdieri, ministero, Napoli, precari, progetto bros
    Postato in: Lavoro | | Commenti (0)

    L’altra Chernobyl

    di Redazione

    ~ 15/01/10

    “L’altra Chernobyl” è un documentario attraverso il quale gli autori (Adriano Natale, Chiara Cimini e Ottavio Mauriello) analizzano il rapporto tra salute e rifiuti in Campania. “Napoli è la città d’Italia con la più alta incidenza di tumori al polmone, infarti e disturbi vascolari; Napoli sta morendo e, purtroppo, in pochi sembrano accorgersene”.

    http://www.produzionidalbasso.com/pdb_407.html

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    Post tags: Campania, chernobyl, Napoli, rifiuti, trailer
    Postato in: Ambiente ed Ecologia | | Commenti (0)

    Presentazione Avanguardie

    di Redazione

    ~ 12/01/10

    Domani, mercoledì 13 gennaio presso la libreria archeologica di via Duomo 228, alle ore 16.15, si terrà la presentazione della nuova testata giornalistica Avanguardie.

    Un nuovo modo di fare informazione, dal basso, sfruttando gli strumenti rivoluzionari del Web e del giornalismo partecipativo.

    Chiunque potrà scrivere, senza filtri nè censure ed entrare a far parte della redazione giornalistica.

    Avanguardie, in formato online e carteceo, sarà l’organo di informazione di movimenti e associazioni, una finestra aperta sui territori, uno strumento per raccontare la lotta dei soggetti politici della società civile.

    Il nostro è un esperimento che potrà non piacere a chi ragiona secondo le rigide categorie dell’ideologia. Un esperimento generazionale e partecipativo che vuole interpretare le sfide ardue del XXI secolo percorrendo strade diverse e innovative.

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    Post tags: archeologia, associazioni, avanguardie, giornalismo partecipativo, Informazione, movimenti, presentazione
    Postato in: Informazione | | Commenti (0)

    In risposta al commento di Spaz

    di Francesco Donzelli - Presidente Alternative per il socialismo

    ~ 07/01/10

    Caro Spaz, ti ringrazio per il tuo commento. Ti ringrazio davvero, non sono ironico. Ti ringrazio perché con la tua critica nei nostri confronti, hai aperto un dibattito tra i compagni di Alternative per il socialismo e confrontarsi fa sempre bene. Mi sembra quindi doveroso risponderti e lo faccio personalmente.

    Innanzitutto, per fare capire anche agli altri lettori del nostro blog di cosa stiamo parlando, pubblico il tuo commento: “informazione libera e poi viene fatta dal partito socialista?! Ma a chi volete prendere in giro! Giornalismo politico e poi dite informazione libera… Vi dovete mettere sul mercato se ne avete il coraggio, ché i partiti sono finiti”. Analizzerò un pezzo alla volta il tuo scritto.

    Primo: “informazione libera e poi viene fatta dal partito socialista?!” Vedi, caro Spaz, noi non siamo il “partito socialista”, non siamo nemmeno un partito. Siamo un’associazione politica di sinistra e non ci vergogniamo a dirlo. Meglio di tante associazioni che si definiscono apartitiche e poi sono legate a doppio filo con i partiti. Noi siamo omonimi – volutamente – della rivista di Fausto Bertinotti. Abbiamo scelto questo nome per due motivi: perché lo abbiamo trovato profondamente significativo (per il richiamo alla pluralità dell’alternativa e per il riferimento al socialismo di cui oggi – in Italia e in Europa – c’è estremo bisogno), ma anche perché abbiamo tentato – stiamo tentando – di portare i contenuti teorici di quella rivista nell’agire quotidiano della lotta politica. Siamo un’associazione di sinistra, giovanile, con 420 tesserati e portiamo avanti il nostro impegno politico dal basso senza nessuno alle spalle.

    Secondo: “giornalismo politico e poi dite informazione libera”. Anche qui sbagli. Nel mio articolo dal titolo “Un’altra informazione è possibile” non parlo di giornalismo politico, ma di esperimento politico-giornalistico. Giornalistico in quanto facciamo giornalismo partecipativo, con il contributo di un ottimo direttore responsabile, Alessio Viscardi. Politico in quanto Avanguardie si propone come strumento di informazione per raccontare le lotte e l’impegno di quella società civile che le “testate blasonate” snobbano.

    Terzo: “vi dovete mettere sul mercato se ne avete il coraggio, ché i partiti sono finiti”. Non abbiamo paura di “metterci sul mercato”, come dici tu, proprio perché alle nostre spalle, come dicevo sopra, non c’è nessun partito che ci sovvenzioni. Inoltre, nel mio articolo ho preso una posizione molto netta sui finanziamenti pubblici all’editoria. Riporto testualmente: “Noi di Alternative per il socialismo non siamo contrari ai finanziamenti pubblici all’editoria, legge 416 del 5 agosto 1981. Riteniamo giusto sovvenzionare il pluralismo democratico dell’informazione, ma riteniamo che vadano introdotte profonde modifiche alla legge per dare sostegno alle editorie emergenti. Dare meno soldi a certi giornali di difficile reperibilità in edicola (”l’Aereonautica” 42.000 euro, “Il messaggero di Sant’Ambrogio” 109.000 euro, “l’Annuario delle barche a vela” 516.000 euro) e destinarli ai nuovi prodotti editoriali”. Questo per dirti qual è la nostra opinione in merito.

    Come vedi, caro Spaz, la tua critica (sulla quale noi di Alternative per il socialismo abbiamo riflettuto), se analizzata bene non sta in piedi.

    Colgo questa occasione per invitarti alla presentazione che terremo alla libreria archeologica di via Duomo 228 il 13 gennaio alle ore 1615. Potrà essere un momento importante per riflettere sulle nostre argomentazioni come noi abbiamo fatto con le tue.

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    Post tags: avanguardie, commento, fausto bertinotti, giornalismo partecipativo, Informazione, rete, sinistra, spaz
    Postato in: Informazione | | Commenti (2)

    Un’altra informazione è possibile

    di Francesco Donzelli - Presidente Alternative per il socialismo

    ~ 05/01/10

    Mercoledì 13 gennaio, alla libreria archeologica di via Duomo 228 alle ore 16.15, si terrà la presentazione di un nuovo giornale, Avanguardie. Già attivo online, il giornale verrà presentato in formato cartaceo in un primo numero di approfondimento dedicato ad Internet dal titolo “Chi ha paura delle rete?”.

    Avanguardie è una conquista di quella Rete politica inaugurata il 3 dicembre 2008 alla Sala Gemito di Napoli (http://www.avanguardie.org/rete-alternative-network). Una testata che nasce dall’incontro di Alternative per il socialismo con l’associazione CittadiniGiornalisti. Un esperimento politico-giornalistico la cui finalità è quella di proporre un’alternativa ai tradizionali sistemi di informazione. A notizie plastiche e acritiche, di un giornalismo troppo spesso ossequioso con gli interessi economici e politici, noi rispondiamo con il giornalismo partecipativo dove chiunque può scrivere la propria notizia senza filtri e senza censure, dove chiunque potrà raccontare e raccontarsi.

    Un giornale che serve non solo a dimostrare che un’altra informazione è possibile, ma anche un’opportunità per rilanciare con forza una critica costruttiva al sistema dei fondi per l’editoria.

    Noi di Alternative per il socialismo non siamo contrari ai finanziamenti pubblici all’editoria, legge 416 del 5 agosto 1981. Riteniamo giusto sovvenzionare il pluralismo democratico dell’informazione, ma riteniamo che vadano introdotte profonde modifiche alla legge per dare sostegno alle editorie emergenti. Dare meno soldi a certi giornali di difficile reperibilità in edicola (”l’Aereonautica” 42.000 euro, “Il messaggero di Sant’Ambrogio” 109.000 euro, “l’Annuario delle barche a vela” 516.000 euro) e destinarli ai nuovi prodotti editoriali.

    Nel primo numero, dal titolo “Chi ha paura della rete?”, verrà raccontato di come Internet rappresenti una straordinaria risorsa che in alcuni paesi (Cina e Iran) è severamente messa al bando. E di come anche in Italia si stia tentando di mettere un bavaglio al web.

    Invitiamo tutti a partecipare all’evento del 13 gennaio, un momento importante per la Rete politica, per il giornalismo partecipativo, per le nostre battaglie di libertà e democrazia.

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    Primarie o un passo indietro

    di Antonella Silvestri

    ~ 28/12/09

    L’accordo chiuso in Puglia nelle ultime ore apre uno scenario di profonde riflessioni all’interno dello schieramento di centrosinistra. Il Partito democratico e Sinistra Ecologia e Libertà (fortunatamente sopravvissuta dopo lo strappo di Verdi e Socialisti) propongono due nomi diversi, due candidati potenzialmente antagonisti, per la Regione Puglia. Il governatore uscente Nichi Vendola per SeL e il sindaco di Bari Michele Emiliano in quota Pd.

    Vendola, che da poco è stato eletto portavoce nazionale, fa della sua candidatura un’opportunità per rilanciare con forza proprio il progetto di SeL; Emiliano, invece, è il nome giusto per sfondare nell’elettorato moderato e centrista.

    Spaccare l’elettorato in due fazioni porterebbe solo ad una vittoria del centro-destra più che per merito, per demerito dell’avversario. Per scongiurare questa eventualità occorre fare un ragionamento limpido e concreto articolato in due punti.

    Primo Bisognerebbe chiedere al Pd se le primarie sono una regola o un’eccezione. Noi riteniamo doveroso che la scelta dei candidati si sposti dalle stanze delle segreterie di partito ai cittadini. Che possano essere i cittadini, in modo democratico e partecipato, a indicare il nome del futuro governatore della Regione. Le primarie anche come elemento di differenza con il Pdl dove i candidati li sceglie direttamente Berlusconi.

    Secondo Una grossa responsabilità pesa sul governatore uscente Nichi Vendola. Se SeL vuole proporsi, come è stato detto, come alleato credibile e affidabile del Pd allora, in assenza di primarie (cosa sulla quale bisognerà comunque riflettere in un secondo momento) Vendola dovrà ritirare la propria candidatura. Perché gli alleati sanno quando è necessario fare un passo indietro. Un passo indietro per impedire una spaccatura all’interno di quel “nuovo centrosinistra” che in molti dicono di voler costruire, un passo indietro per salvare l’accordo chiuso con l’Udc, un passo indietro per sconfiggere il centro-destra.

    Le decisioni delle prossime ore pesano non solo sulla Puglia, ma anche sulla proiezione nazionale. Inasprire il dialogo, fino al conflitto, tra Pd e SeL renderebbe difficile, quasi impossibile, costruire un centrosinistra alleato con i partiti extraparlamentari.

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