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	<title>Alternative per il Socialismo</title>
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	<description>Il socialismo è portare avanti quelli che sono nati indietro.</description>
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		<title>I disagi della IV Municipalità</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 12:58:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[IV municipalità]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>IV Municipalità</strong> è terreno vasto, che comprende le zone di Poggioreale/San Lorenzo/Vicaria/Zona industriale per un numero complessivo di 90mila abitanti. Un territorio vasto, cuore della metropoli cittadina, ricco di importanti risorse. Eppure i cittadini lamentano <strong>disagi</strong> che mai hanno trovato una risoluzione. Pensiamo a zone come <strong>piazza Carlo III</strong>, importante snodo cittadino, che da tempo vive crisi acute sotto il profilo igienico. Immondizia, rifiuti di vario genere, escrementi animali, “giardinetti” abbandonati all’incuria, la totale assenza di una pulizia costante e sistematica sono le caratteristiche di una piazza bella e importante ma che si presenta agli occhi dei residenti, dei commercianti e dei turisti come una <strong>discarica a cielo aperto</strong>. Fin dal settembre 2008 Alternative per il socialismo aveva allertato la Municipalità chiedendo un intervento concreto e immediato, ma purtroppo, al di là delle intenzioni sicuramente positive, non abbiamo riscontrato nient’altro. Condividiamo quanto sta mettendo in campo la Municipalità sul versante “raccolta differenziata”, ne condividiamo lo spirito e l’azione politica, ma riteniamo che anche questo intervento rientrerà in quella <strong>parzialità isolata</strong> che non porrà rimedio al problema. È un controsenso stridente diffondere materiale informativo sui rifiuti e poi dimenticare di intervenire igienicamente in piazza Carlo III. </p>
<p>Inoltre si ricordano, nella stessa piazza, i lavori di ristrutturazione dell’<strong>Albergo dei Poveri</strong>. Un progetto mastodontico, all’avanguardia ma sostanzialmente fermo ad un palo. I tempi di progettazione sono ignoti e i lavori svolti sono essenzialmente di facciata. Il recupero di una struttura così imponente, consentirebbe una riqualificazione generale di tutta la municipalità, oltre che un punto di forza per la <strong>rinascita culturale</strong> di tutta la città. Uffici, alloggi per universitari, strutture teatrali, mensa per i poveri, impianti sportivi etc. , le possibilità di utilizzo sono infinite, un progetto grande e importante che non dovrebbe diventare oggetto delle consuete <strong>speculazioni politiche</strong>.</p>
<p>“<strong>Avanzeremo una serie di proposte</strong> – commenta il Coordinatore di Alternative per il socialismo Dario Russo – <strong>per chiedere al Presidente Lebbro e ai consiglieri interventi risolutivi, non solo su piazza Carlo III.  Va specificato che la nostra iniziativa è indirizzata non soltanto alle questioni specifiche della IV Municipalità, ma in generale a tutti i territori affinché le Municipalità siano uno strumento concreto, vicino alla cittadinanza, per risolvere i disagi locali</strong>”.</p>
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		<title>Forum della società civile</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 10:43:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vladimiro Issovi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Venerdì 27 e sabato 28  novembre si terrà al Maschio Angioino un appuntamento da non perdere, una grande occasione di dialogo e di confronto. In vista dell’inizio dell’Anno europeo 2010, sarà inaugurato il Forum della società civile. Con la promozione della Rappresentanza in Italia della Commissione europea, del Comune di Napoli e della Regione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Venerdì 27 e sabato 28  novembre si terrà al <strong>Maschio Angioino</strong> un appuntamento da non perdere, una grande occasione di dialogo e di confronto. In vista dell’inizio dell’<strong>Anno europeo 2010</strong>, sarà inaugurato il Forum della società civile. Con la promozione della Rappresentanza in Italia della Commissione europea, del Comune di Napoli e della Regione Campania, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, il Forum ospiterà 300 partecipanti provenienti dalla società civile, dalle istituzioni e dal mondo accademico.  Il Forum sarà dedicato interamente al tema della <strong>povertà</strong> e dell’<strong>esclusione sociale</strong>.</p>
<p>Un’occasione per rilanciare temi di grande attualità quali i diritti sociali, la povertà e la globalizzazione. Ma soprattutto un incontro per riflettere sul ruolo determinante dell’<strong>Europa</strong> nell’affrontare questioni delicate che investono la dimensione della Società Globale. Il ruolo dell’Europa, in momento così storicamente delicato, è determinante per scongiurare la deriva <strong>populista</strong> e <strong>xenofoba </strong>di quei paesi che legiferano, come nella gestione dell’immigrazione in Italia, in disprezzo delle convenzioni inter e sovranazionali. </p>
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		<title>Politecnico: assemblea unitaria dei movimenti per il lavoro</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 15:45:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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Giovedì 19 novembre, alle ore 15.00, si è svolta presso l’aula magna del Politecnico di Fuorigrotta un’assemblea unitaria dei movimenti per il lavoro. Era presente anche una nutrita delegazione di Alternative per il socialismo. L’incontro è stato convocato per fare il punto della situazione sulle vertenze attualmente in corso di sviluppo: trasformazione del progetto Isola [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://napoli.indymedia.org/sites/napoli.indymedia.org/uploads/politecnico%2019-11.jpg" alt="" /></p>
<p>Giovedì 19 novembre, alle ore 15.00, si è svolta presso l’aula magna del Politecnico di Fuorigrotta un’<strong>assemblea unitaria</strong> dei movimenti per il lavoro. Era presente anche una nutrita delegazione di Alternative per il socialismo. L’incontro è stato convocato per fare il punto della situazione sulle vertenze attualmente in corso di sviluppo: trasformazione del <strong>progetto Isola</strong> in progetto Bros e continuità del sostegno economico; la partenza di 3600 corsi di <strong>Orientamento</strong> per disoccupati/inoccupati di lunga durata e trasformazione del <strong>progetto Esco/Dentro</strong> in precari Bros. “<em>Un appuntamento importante</em> – così ha commentato il Presidente di Alternative per il socialismo Francesco Donzelli – <em>per analizzare i risultati conquistati con anni di lotta, ma soprattutto un’occasione per riflettere sulle nuove sfide che i movimenti dovranno affrontare per uscire definitivamente dalla dimensione assistenzialistica ed entrare in quella propriamente lavorativa</em>”.</p>
<p>Tutti i disoccupati fuoriuscenti dai progetti Isola ed Esco/Dentro, dopo un lungo periodo formativo, oggi sono inseriti all’interno di un grande contenitore – <strong>Progetto Bros</strong> &#8211;  che permette loro di godere della continuità economica come sostegno al reddito in attesa di uno smistamento prossimo nelle società pubbliche o partecipate che aderiranno all’<strong>Agenzia regionale per il lavoro</strong>. “<em>Quello dell’Agenzia regionale per il lavoro</em> – continua Donzelli – <em>è un vero e proprio piano straordinario per il lavoro. Significa che migliaia di disoccupati verranno assunti, con formule contrattuali da definire, presso tutte quelle società che aderiranno all’Agenzia. Questo segna la fine delle politiche a sostegno del reddito, che io non condanno ma che reputo incomplete, a favore di una reale e piena integrazione nel mondo del lavoro. E il mio sguardo va principalmente agli indultati di Esco/Dentro che con l’Agenzia saranno finalmente liberi i dal marchio infamante degli ex detenuti</em>”.</p>
<p>Lo sblocco di 3600 corsi di orientamento, dopo circa quattro anni di attesa, è un’altra conquista significativa che i movimenti hanno voluto rivendicare senza però dimenticare l’esistenza di un bacino di disoccupati che da qualche tempo hanno terminato i <strong>corsi di Formazione</strong>, di competenza della Regione Campania, e sono attualmente esclusi dall’Agenzia per il lavoro.</p>
<p>I movimenti promotori dell’iniziativa (Coordinamento di lotta per il lavoro; Udo; Udn; Movimento Centro storico; Edn; Mdl; Mil; Aposs; Sll; Movimento disoccupati Scampia; Movimento corsisti Acerra) sono gli stessi che da più di un anno hanno costruito una <strong>coalizione unitaria</strong> come strumento di lotta per dare accelerazione e concretezza alle vertenze. “<em>L’unità</em> – conclude Donzelli – <em>è di sicuro un elemento politicamente rilevante che ha permesso a questi movimenti di giungere a traguardi così ambiziosi. Ma io dico che non basta: se si vuole continuare sulla strada del progresso occorre dare vita a delle profonde trasformazioni politiche che oggi, con l’Agenzia, sarà possibile realizzare</em>”.</p>
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		<title>A tutti i lettori di Alternative</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 12:07:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Donzelli - Presidente Alternative per il socialismo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come molti lettori avranno di sicuro notato, l&#8217;ultimo articolo pubblicato risale al lontano 8 settembre. Qualcuno avrà  pensato, in assenza di aggiornamenti, che Alternative.com, e conseguentemente il progetto politico di Alternative per il socialismo, fosse fallito; che noi tutti avessimo chiuso i battenti per occuparci di altro. E invece no. In questi mesi ci sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come molti lettori avranno di sicuro notato, l&#8217;ultimo articolo pubblicato risale al lontano 8 settembre. Qualcuno avrà  pensato, in assenza di aggiornamenti, che Alternative.com, e conseguentemente il progetto politico di Alternative per il socialismo, fosse fallito; che noi tutti avessimo chiuso i battenti per occuparci di altro. <strong>E invece no</strong>. In questi mesi ci sono state profonde <strong>novità </strong>, una radicale riorganizzazione dell&#8217;associazione che ci ha tenuti impegnati in un <strong>lungo confronto democratico</strong>. Alternative per il socialismo esiste ancora, porta ancora avanti le sue battaglie, in ultimo una raccolta firme contro la privatizzazione dell&#8217;acqua (<a href="http://napoli.indymedia.org/node/10880">http://napoli.indymedia.org/node/10880</a>), e anche il nostro portale esiste ancora. O meglio, esiste <strong>anche</strong> quello.</p>
<p>Assieme ad un&#8217;associazione di amici giornalisti abbiamo deciso di costituire  una vera testata giornalistica, <strong>Avanguardie</strong>, regolarmente registrata presso il Tribunale di Napoli.  Una testata che sarà  principalmente su supporto mediatico (<a href="www.avanguardie.info">www.avanguardie.info</a>) poi successivamente, e con una periodicità  irregolare, su supporto cartaceo. Una testata nuova che faccia da ponte tra l&#8217;informazione tradizionale e la rete, ma che sia soprattutto un esperimento politico di <strong>giornalismo indipendente</strong> (senza gruppi politici; interessi imprenditoriali e poteri forti alle spalle), di <strong>giornalismo partecipativo</strong> (tutti potranno scrivere e i più bravi accederanno alla redazione potendo poi usufruire dell&#8217;abilitazione pubblicistica) e di <strong>giornalismo generazionale</strong> (letà  media dei componenti della redazione è di 25 anni). La testata è già  on-line, in attesa di alcuni piccoli ritocchi grafici. Il giornale-cartaceo sarà  stampato quanto prima, in coincidenza con una serie di appuntamenti assembleari che verranno puntualmente comunicati per chiunque sia interessato a parteciparvi.</p>
<p>Alternative.com non scompare, continuerà  ad esistere come portale di informazione dell&#8217;associazione con comunicati, interviste e approfondimenti. Ma, per non limitare l&#8217;informazione ai contenuti prettamente specifici della nostra realtà  politica, siamo pronti ad andare <strong>oltre</strong> noi stessi, a cedere una parte del nostro <strong>particolarismo</strong> per costruire qualcosa di nuovo, di più largo e partecipato.</p>
<p>Sappiamo che la sinistra politica in Italia non gode di ottima salute. Una <strong>crisi della sinistra</strong> che è anche, conseguentemente, una crisi delle proprie parole d&#8217;ordine, del proprio linguaggio, dei propri <strong>giornali</strong>. Eppure noi, consapevoli di ciò, siamo pronti ad accettare questa sfida, difficile e impegnativa. Un nuovo giornale, con una <strong>identità  forte</strong> per rompere il pensiero unico imperante nelle nostre società .</p>
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		<title>UnicoCampania contro gli studenti &#8211; Corrado Gabriele garantisce gli sconti</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Sep 2009 15:22:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Caruso</dc:creator>
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Trentamila studenti della Regione Campania sono rimasti senza abbonamento. Il Consorzio UnicoCampania, che ogni anno riceve ingenti finanziamenti dall&#8217;Ente Regionale per applicare tariffe di favore ai giovani che si spostano in città per studiare, decide di tagliare queste spese morte.

Il motivo? Il Consorzio denuncia di non aver ricevuto ancora i fondi regionali. Ma l&#8217;Assessore all&#8217;Istruzione, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;text-align: justify">
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 391px"><a href="http://www.ecn.org/ska/Rom44.jpg"><img class="   " style="margin: 1px 5px" src="http://www.ecn.org/ska/Rom44.jpg" alt="UnicoCampania cancella sconto studenti sullabbonamento" width="381" height="271" /></a><p class="wp-caption-text">UnicoCampania cancella sconto studenti sull&#39;abbonamento</p></div>
<p style="margin-bottom: 0cm;text-align: justify"><strong>Trentamila studenti</strong> della Regione Campania sono rimasti <em>senza abbonamento</em>. Il <a href="http://www.avanguardie.org/abbonamenti-unicocampania-studenti">Consorzio <em>UnicoCampania</em></a>, che ogni anno riceve ingenti finanziamenti dall&#8217;Ente Regionale per applicare <strong>tariffe di favore ai giovani</strong> che si spostano in città per studiare, decide di tagliare queste spese morte.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;text-align: justify">
<p style="margin-bottom: 0cm;text-align: justify">Il motivo? Il Consorzio denuncia di non aver ricevuto ancora i <em>fondi regionali</em>. Ma l&#8217;Assessore all&#8217;Istruzione, <a title="Corrado Gabriele" href="http://socialismo.altervista.org/http:/socialismo.altervista.org/tag/corrado-gabriele">Corrado Gabriele</a>, garantisce che la Regione Campania ha pronto il capitolo di spesa per finanziare il servizio.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;text-align: justify">
<p style="margin-bottom: 0cm;text-align: justify">Cosa alimenta allora il braccio di ferro tra UnicoCampania e la Regione? C&#8217;è da ricordare che c&#8217;è in ballo la <strong>fetta di mercato più consistente</strong> del trasporto pubblico urbano. Basti pensare che ogni anno, gli <em>abbonamenti scontati</em> degli studenti fanno intascare al Consorzio oltre <span style="text-decoration: underline">tre milioni di euro</span>.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;text-align: justify"><span id="more-1176"></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;text-align: justify">Si tratta della cifra più alta tra le entrare di UnicoCampania. In una Regione dove a pagare il ticket del bus sono in pochi, gli unici a rimetterci sono gli studenti. Costretti a muoversi da una parte all&#8217;altra delle città per seguire lezioni a orari impossibili, i giovani sono costretti ad abbonarsi ai trasporti pubblici.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;text-align: justify">
<p style="margin-bottom: 0cm;text-align: justify">Oltre che essere un servizio doveroso, quello di fornire sconti ai giovani per la mobilità è un <strong>dovere morale</strong>. Sono già elevatissimi i costi per l&#8217;istruzione che le famiglie devono sostenere, soprattutto in un periodo di crisi economica e recessione fortissime come quello che stiamo attraversando.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;text-align: justify">
<p style="margin-bottom: 0cm;text-align: justify"><a href="http://www.filtcgil.it/">Filt Cgil</a> e <a href="http://www.flcgil.it/">Flc Cgil</a> hanno scritto una <strong>lettera aperta al Presidente Bassolino</strong>, chiedendo che UnicoCampania garantisca le tariffazioni agevolate agli studenti, anche mettendo in mora la Regione per il finanziamento. Ma il Consorzio non sembra intenzionato a rimetterci di proprio e demanda la responsabilità dell&#8217;accaduto agli enti istituzionali che non hanno ancora erogato i fondi.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;text-align: justify">
<p style="margin-bottom: 0cm;text-align: justify">È Corrado Gabriele a gettare una cima per calmare le proteste nell&#8217;interesse degli studenti. <strong>I fondi ci sono</strong>, il capitolo di spesa è già stato previsto in Regione e si attende soltanto che il Consorzio UnicoCampania comunichi il numero di abbonamenti agevolati che l&#8217;ente dovrà finanziare.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;text-align: justify">
<p style="margin-bottom: 0cm;text-align: justify">Le tensioni tra Consorzio e Regione non sono nuove. Già prima dell&#8217;estate, UnicoCampania aveva minacciato di <a title="UnicoCampania sconto studenti" href="http://socialismo.altervista.org/http:/socialismo.altervista.org/ripristinato-sconto-studenti-su-abbonamenti-unicocampania">sospendere il servizio</a>. Anche allora, l&#8217;assessore Gabriele garantì <em>un milione e mezzo di euro</em> che avrebbero dovuto coprire tutto l&#8217;anno 2009.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;text-align: justify">
<p style="margin-bottom: 0cm;text-align: justify">Invece, oggi ci troviamo all&#8217;inizio di un anno scolastico che si preannuncia molto amaro. Non bastassero i <strong>tagli all&#8217;istruzione</strong>, ora le logiche di mercato mettono in ginocchio l&#8217;economia delle famiglie campane. Si stima che il rincaro sull&#8217;abbonamento comporterà un aggravio di <strong>200€</strong> annuali sul bilancio delle famiglie. Insomma, in attesa che UnicoCampania intaschi altri soldi pubblici, gli studenti dovranno abbonarsi a prezzo pieno.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;text-align: justify">
<p style="margin-bottom: 0cm;text-align: justify">Come al solito, sono gli ultimi a pagare il <em>prezzo delle logiche affaristiche</em>.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;text-align: justify">
<p style="margin-bottom: 0cm;text-align: justify">Foto: <a href="http://www.ecn.org/ska/Rom44.jpg">http://www.ecn.org/ska/Rom44.jpg</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Appello alla mobilitazione</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Sep 2009 15:53:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Donzelli - Presidente Alternative per il socialismo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il linciaggio mediatico ai danni dell’ormai ex direttore dell’Avvenire Boffo e l’azione legale ai danni  dei quotidiani la Repubblica e l’Unità, gettano una luce inquietante sulle condizioni sempre più approssimative della nostra democrazia. Silvio Berlusconi è sempre più fuori controllo, affetto da delirio di onnipotenza, violento contro chiunque non la pensi a modo suo. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il linciaggio mediatico ai danni dell’ormai ex direttore dell’Avvenire Boffo e l’azione legale ai danni  dei quotidiani <strong>la Repubblica</strong> e <strong>l’Unità</strong>, gettano una luce inquietante sulle condizioni sempre più approssimative della nostra <strong>democrazia</strong>. Silvio Berlusconi è sempre più fuori controllo, affetto da delirio di <strong>onnipotenza</strong>, violento contro chiunque non la pensi a modo suo. Lui, gran manipolatore, abile come nessuno a capovolgere ogni situazione, trasforma l’informazione dei giornali liberi, cioè quelli che <strong>non sono di sua proprietà</strong>, in disinformazione di massa. “Povera Italia”, ha avuto l’ardire di dichiarare “con un sistema informativo come questo”. Si sa, Berlusconi ha sempre manifestato una <strong>insofferenza acuta</strong> nei confronti del giornalismo indipendente ma ora sembra pronto a radicalizzare il conflitto, fino al <strong>ridicolo</strong>: pensiamo all’avvocato Ghedini, tra l’altro parlamentare, che ha rilasciato una intervista al <strong>Corriere della sera</strong> pronto a sostenere la virilità sessuale del suo capo.  “Berlusconi – dice Ghedini &#8211; è pronto ad andare in aula a spiegare che [non è] impotente”.</p>
<p>L’idea che dei giornalisti vengano citati, oltre che costretti alle dimissioni, perché fanno il loro lavoro, perché pongono <strong>domande</strong> e perché avanzano tesi è davvero preoccupante. Com’è scritto nell’appello dei giuristi Franco Cordero, Stefano Rodotà e Gustavo Zagrebelsky qui “si batte la strada dell’intimidazione” vediamo soffocato  il <strong>diritto-dovere</strong> di “cercare, ricevere e diffondere con qualsiasi mezzo di espressione, senza considerazioni di frontiere, le informazioni e le idee”, come vuole la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del 1948.  </p>
<p>A tutto questo ribellarsi è giusto, oltre che <strong>doveroso</strong>. In qualità di donne e uomini liberi non possiamo continuare a tacere, sottostare alla <strong>videocrazia imperante</strong>. Quello della libertà di stampa è un tema che riguarda tutti i cittadini: <strong>senza una informazione libera non possiamo dirci in democrazia</strong>. E questa deve essere anche una buona occasione per porre a tema, questa volta per davvero, il vertiginoso <strong>conflitto d’interesse</strong> di cui il premier Berlusconi è portatore. </p>
<p>Alternative per il socialismo <strong>aderisce</strong> alla manifestazione nazionale di sabato 19 settembre. Saremo in piazza con tante altre organizzazioni politiche, sociali e sindacali per chiedere tre cose: 1) che il capo di Stato, Giorgio Napolitano, <strong>intervenga</strong> decisivamente sugli attacchi di Berlusconi contro l’Unita e la Repubblica; 2) la <strong>radiazione</strong> di Vittorio Feltri, “professionista del falso” dall’albo dei giornalisti; 3) una <strong>legge</strong> che regoli definitivamente il conflitto d’interesse per chiunque ricopra una carica pubblica.    </p>
<p>Oltre alla mobilitazione, invitiamo tutti coloro che  condividono i tre punti di proposta a sottoscrivere l’appello di Alternative per il socialismo.</p>
<p><strong>Facciamo sentire la nostra voce</strong>.</p>
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		<title>Graduatorie test Invalsi modificate dal Ministero dell&#8217;Istruzione: &#8220;Gli studenti del Sud più bravi SOLO perché copiano&#8221;. Un altro caso di anti-meridionalismo</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Aug 2009 09:58:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Caruso</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gli studenti delle scuole medie del Sud sono risultati più bravi e più preparati rispetto agli alunni delle scuole medie del Nord.
I ragazzi delle diverse zone del paese sono stati valutati con i paramentri dell&#8217;Invalsi.
Sono scattate subito le polemiche: infatti, si è detto che i ragazzini del sud sono risultati più bravi ai test, in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://www.economiarimini.unibo.it/NR/rdonlyres/E5276986-36D5-4F10-8529-8DD107185445/81823/bykais0rs.jpg" alt="" width="290" height="217" /><strong>Gli studenti delle scuole medie del Sud sono risultati più bravi e più preparati rispetto agli alunni delle scuole medie del Nord.</strong></p>
<p>I ragazzi delle diverse zone del paese sono stati valutati con i <a href="http://www.avanguardie.org/studenti-sud-copiano">paramentri dell&#8217;</a><strong><a href="http://www.avanguardie.org/studenti-sud-copiano">Invalsi</a>.</strong></p>
<p>Sono scattate subito le polemiche: infatti, si è detto che i ragazzini del sud sono risultati più bravi ai test, in quanto hanno avuto maggiori possibilità di copiare durante l&#8217;esame.</p>
<p>Ma il fatto che lascia davvero allibiti è che <strong>il Ministero dell&#8217;Istruzione ha ritoccato i risultati delle graduatorie</strong>, facendo ritornare ai primi posti i ragazzi del Nord Italia.<strong> <a rel="follow" href="http://magazine.ciaopeople.com/Scuola_Universita_Lavoro-11/Scuola_e_Universita-58/Ancora_%27no%27_ai_presidi_del_Sud%2C_Corrado_Gabriele%3A_%27Aggressione_razzista_al_mondo_della_scuola%27-12390" target="_blank">L&#8217;antimeridionalismo</a></strong>, in questo senso, tocca l&#8217;apice, ma arrivano subito le critiche della controparte.</p>
<p>Ovviamente arrivano le smentite, soprattutto da parte del<strong> Dott. Piero Cipollone</strong>, presidente dell&#8217;Invalsi, che afferma che queste accuse di antimeridionalismo sono del tutto infondate e che per costruire la graduatoria si è fatto riferimento a <strong>paramentri statistico-matematici</strong> per valutare la veridicità delle interviste e dei test.</p>
<p>Sotto analisi, dunque, studenti ma anche insegnanti che molto spesso chiuderebbero un occhio o quantomeno l<strong>ascerebbero copiare gli alunni </strong>durante i test finali.</p>
<p>Come afferma <a rel="follow" href="http://magazine.ciaopeople.com/Scuola_Universita_Lavoro-11/Scuola_e_Universita-58/Scuola%2C_Ricolfi%3A_gli_studenti_non_si_esprimono_correttamente-12367" target="_blank">Ricolfi,</a> è difficile &#8220;<em>ottenere la piena collaborazione degli insegnanti, perché comunque ci sarà sempre un incentivo a <strong>«fare bella figura».</strong> Ma nemmeno credo alla possibilità di ottenere, in tempi ragionevoli, un tasso di copiatura omogeneo su tutto il territorio nazionale, così da rendere automaticamente comparabili i risultati di territori diversi.</em></p>
<p>Il ricercatore, inoltre, aggiunge che &#8220;<strong><em>Il tasso di copiatura,</em></strong><em> infatti, è distribuito fra le regioni italiane in modo incredibilmente simile al tasso di spreco della Pubblica amministrazione, il che fa sorgere il sospetto che entrambi dipendano &#8211; in ultima analisi &#8211; dal senso di responsabilità individuale, ossia da qualcosa che difficilmente può cambiare in pochi anni. Se si vuole che le scuole sappiano la verità su se stesse, la via maestra è un’altra: mettere l’Invalsi in grado di effettuare le rilevazioni con personale proprio, come già avviene in altri Paesi europei, anziché costringerlo (per mancanza di fondi) a usare gli insegnanti come somministratori dei test</em>&#8220;.</p>
<p>A parte tutte le opinioni possibili ed immaginabili che possono nascere da un confronto &#8220;democratico&#8221; sul tema, l&#8217;unica realtà che purtroppo emerge è quella che la scuola italiana assume e assumerà in futuro sempre meno peso in un contesto europeo di valutazione e giudizio.</p>
<p><strong>Non si possono discriminare gli studenti del Sud solo perché vivono nella parte meridionale del paese a favore degli studenti del Nord che, in un ottica chiusa e comune, devono sempre e comunque risultare i migliori.</strong></p>
<p><strong>Il Sud ladrone e il Nord produttivo e superiore, anche in ambito scolastico. </strong></p>
<p>Cosa ci aspetta ancora?</p>
<p>L&#8217;articolo proposto fa riferimento all&#8217;articolo da me pubblicato per <a href="http://magazine.ciaopeople.com/" target="_blank">Ciaopeople Magazine</a>, disponibile al link seguente:</p>
<p><a href="http://magazine.ciaopeople.com/Scuola_Universita_Lavoro-11/Scuola_e_Universita-58/Studenti_del_Sud%3A_pi%C3%B9_bravi_solo_perch%C3%A9_copiano-12838?preview" target="_blank"><strong>Studenti del Sud: più bravi perché copiano</strong></a></p>
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		<title>L’egemonia anti-meridionalista delle destre</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Aug 2009 10:01:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Donzelli - Presidente Alternative per il socialismo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/ZFyPAlt3jL8&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;color1=0x5d1719&#038;color2=0xcd311b"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/ZFyPAlt3jL8&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;color1=0x5d1719&#038;color2=0xcd311b" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
<p>Se volessimo sgombrare la mente da tutto il <strong>ciarpame senza pudore</strong> degli ultimi tempi, se intendessimo portare a compimento una seria riflessione politica scartando gli elementi di distrazione, se il nostro intento fosse quello di focalizzare una questione (andando al di là delle sterili polemiche) dovremmo usare con forza e preoccupazione una sola, drammatica parola: <strong>antimeridionalismo</strong>.<span id="more-1163"></span> Non è questo il modo per accomodarsi sbrigativamente all’interno di un dibattito in corso, una facile vetrina pubblicitaria. Porre oggi la questione meridionale, non significa gettare le fondamenta di un Partito del Sud che credo, da uomo del sud, non serva a nessuno; né tanto meno significa, come insinuato da qualcuno, mettere al riparo una corporazione sudista da possibili “sconvolgimenti di potere”. Porre la questione meridionale, consapevoli che il meridionalismo è cambiato perché sostanzialmente è cambiata l’Italia, significa partire dall’antimeridionalismo come elemento <strong>culturale</strong> predominante.</p>
<p>Negli ultimi giorni sono accaduti due fatti apparentemente estranei eppure uniti dal medesimo presupposto culturale: l’antimeridionalismo, per l’appunto. Andiamo con ordine. Il consiglio provinciale di <strong>Vicenza</strong> ha approvato una mozione che propone il blocco delle assunzione nelle scuole vicentine dei dirigenti che vengono dal Sud Italia. La proposta è stata firmata dall’assessore alla scuola <strong>Morena Martini</strong> e approvata da ben 26 consiglieri su 27.  Una cosa scandalosa. E ha fatto bene, a mio avviso, l’assessore della Regione Campania, <strong>Corrado Gabriele</strong>, a parlare di “palese aggressione razzista”.</p>
<p>A questo fenomeno, di per se estremamente eloquente, ne va aggiunto, ahimè, un altro. Pochi giorni fa il Ministro Maria Stella Gelmini, in sintesi, ha introdotto alcuni criteri di valutazione per decidere a quali università “virtuose” destinare i fondi del governo. Uno dei criteri adottati consiste <strong>nel numero di laureati che trovano occupazione a tre anni dal conseguimento della laurea</strong>. Introdurre questo principio, proprio a poche settimane dalla pubblicazione dei dati <strong>SVIMEZ</strong>, è un gioco al massacro che penalizza le università meridionali.</p>
<p>Ma, come dicevo, i due fatti sono collegati. Strettamente collegati. In entrambi i casi c’è un pensiero dominante, un comun denominatore, un’opzione culturale che li tiene insieme. Ritorniamo a quella parola, semplice e vibrante: antimeridionalismo.</p>
<p>Un antimeridionalismo che viene da lontano, cominciato molti anni fa. Negli ultimi quindici anni abbiamo assistito, inermi e sprovvisti, ad una radicale inversione di tendenza che ha visto il consolidarsi di una cultura antimeridionalista diventata patrimonio dell’<strong>egemonia</strong> culturale delle destre. Pensiamo al Federalismo Fiscale. Si è sempre detto  che la  grande occasione del Sud erano i finanziamenti dello Stato centrale, soldi con i quali si poteva fronteggiare il <strong>degrado</strong>, la <strong>miseria</strong> e la <strong>povertà</strong>. Ora si sostiene che la nuova grande occasione del Sud consista nel non avere più quei finanziamenti al fine di responsabilizzare le Istituzioni locali al buon governo. Sul nostro buon governo ci sarebbe molto da dire e molto altro ancora da insegnare al centrodestra. Non molto tempo fa la Regione Campania ha varato un <strong>pacchetto anticrisi di 168 milioni di euro</strong> destinato ai cassintegrati, a disoccupati e precari, e alle famiglie che non riescono a pagare l’affitto. Berlusconi, invece, ha pensato di affrontare la crisi dando soldi ai costruttori col Ponte sullo Stretto, ai poveri poco più di un euro al giorno con la social card e limitando la crisi economica ad “una questione psicologica”.</p>
<p>Ma se il federalismo non è una questione di “buon governo” c’è allora da riflettere sul <strong>lungo lavoro ideologico</strong> che le destre hanno fatto in questi ultimi 15 anni: un lavoro ideologico che è servito ad elaborare una nuova narrazione (e in questo leggiamo tutta la sconfitta culturale della sinistra): la narrazione di un Sud visto come una inutile zavorra, un Sud parassitario da sganciare dal resto dell’Italia con una riforma federalista che creerà forti disparità sociali tra Nord e Sud, disparità che andranno sommandosi a quelle già  esistenti. Basta pensare che i soldi che rimarrebbero sul territorio risulterebbero <strong>insufficienti</strong> a coprire le uscite, senza dimenticare l’abolizione dell’ICI, unica tassa federale, un regalo da <strong>4 miliardi di euro</strong> che Berlusconi ha fatto ai ceti medio-alti.</p>
<p>Questo, a mio avviso, è il conteso culturale all’interno del quale l’antimeridionalismo pone le sue radici <strong>profonde</strong>. E noi, donne e uomini che ancora non ci arrendiamo, come rispondiamo a tutto questo? Con quali strumenti, con quali pensieri, con quali parole ci <strong>ribelliamo</strong> a questa offensiva senza precedenti? Innanzitutto (ma non vorrei sembrare banale) ponendo la questione. <strong>Parlare, raccontare, far capire</strong>. Porre la drammatica questione occupazionale, raccontare di quei vicoli bui dove la civiltà e la legalità faticano ad entrare, denunciare che la camorra violenta il futuro dei nostri figli, urlare a gran voce che i giovani talenti del Sud non vengono tutelati anzi, sono completamente abbandonati a loro stessi.</p>
<p>Parlare, raccontare, far capire ma senza ricorrere ai soliti <strong>stereotipi vittimistici</strong>. Parliamo, raccontiamo, facciamo capire partendo dall’orgoglio di chi non getta la spugna, di chi ancora oggi e nonostante tutto porta avanti battaglie di civiltà e di progresso sociale. Mettiamo in <strong>movimento</strong> le nostre idee attraverso una larga operazione di coinvolgimento <strong>culturale prim’ancora che politica</strong>. Poniamo in essere tutto il potenziale che le diverse soggettività, operanti sui territori, sono in grado di esprimere. Facciamo vedere il volto sano  di una Napoli (e più largamente di una Regione) che non è solo la <strong>Gomorra</strong> descritta, con lucidità e coraggio, da Roberto Saviano. Parliamo, ad esempio, dell’esperienza dei <strong>movimenti di lotta per il lavoro</strong> che in questi anni, attraverso lo strumento del conflitto sociale, hanno strappato importanti vittorie sotto il profilo occupazionale; parliamo di quelle <strong>associazioni che lottano contro il razzismo</strong> in quartieri difficili come la Sanità; rivolgiamoci alle <strong>forze cattoliche</strong> che quotidianamente devono fronteggiare il degrado socio-economico e le ramificazioni della delinquenza organizzata; mobilitiamo, in un processo di responsabilizzazione, anche quella <strong>borghesia democratica</strong> che oggi non può più fingere di non vedere.</p>
<p>Sì, è vero “serve uno scatto alla Obama per il Sud”. Questo vuol dire che servono i seminari, i confronti, i dibattiti ma con la presunzione di andare oltre le sterili polemiche di partito. Uno scatto che come negli USA metta in moto la speranza, la voglia di un cambiamento radicale. Muoviamoci, con determinazione e coraggio. Movimentiamoci, in nome di un nuovo (e indispensabile) <strong>risorgimento sociale</strong>.</p>
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		<title>Vicenza: I presidi del Sud restino a Sud.      Corrado Gabriele: &#8220;Aggressione razzista al mondo della scuola&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Jul 2009 12:50:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Caruso</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Razzismo o giustizia? Questo è il dilemma, la domanda attorno alla quale ruota l&#8217;acceso dibattito che coinvolge, in questi giorni, i presidi del Sud Italia.
Una mozione del Consiglio Provinciale della città di Vicenza, votata venerdì scorso, dice no all&#8217;inserimento di dirigenti scolastici provenienti dal Sud nelle scuole vicentine.
La proposta è stata fatta da Morena Martini, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://socialismo.altervista.org/wp-content/uploads/max_17b36f3fc8e9a38dc257a68141729b76.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1156" src="http://socialismo.altervista.org/wp-content/uploads/max_17b36f3fc8e9a38dc257a68141729b76.jpg" alt="" width="270" height="270" /></a><strong>Razzismo o giustizia</strong>? Questo è il dilemma, la domanda attorno alla quale ruota l&#8217;acceso dibattito che coinvolge, in questi giorni, i presidi del Sud Italia.</p>
<p>Una <strong>mozione del Consiglio Provinciale della città di Vicenza</strong>, votata venerdì scorso, <strong>dice no all&#8217;inserimento di dirigenti scolastici provenienti dal Sud</strong> nelle scuole vicentine.</p>
<p>La proposta è stata fatta da <strong>Morena Martin</strong><strong>i</strong>, assessore alla scuola, e approvata da ben <strong>26 consiglieri su 27.</strong></p>
<p>Un atto di <strong>razziso </strong><strong>puro </strong>verso i presidi delle scuole del sud? La Martini smentisce: &#8220;<em>Macché. Non si vuole puntare il dito contro le professionalità provenienti da altre regioni, ma ripristinare una situazione di diritto che alcune regioni, diciamo non virtuose, hanno disattes</em>o”.</p>
<p>Tale spiegazione di certo non placherà le <strong>polemiche</strong> che si andranno a scatenare in questi giorni.</p>
<p>L&#8217;assessore continua a spiegare questa sorta di discriminazione, richiamando la <strong>situazione presentatasi nel 2004</strong>, quando nel concorso bandito per dirigenti scolastici, in Campania<strong> gli idonei risultarono molti di più, rispetto il dovuto. </strong></p>
<p>La stessa situazione si presentò anche nelle altre regioni del Sud. Per placare la guerra che si era scatenata, Prodi introdusse la<strong> “mobilità interregionale”</strong> verso le regioni del settentrione.</p>
<p><strong>Molti posti, dunque, potrebbero essere assegnati a presidi del sud</strong>.</p>
<p>Come spiega sempre la Martini, “<em>Nel Veneto ci sono circa 70 posti liberi da coprire, ma nessuna graduatoria regionale da cui attingere. Ci sono invece tanti dirigenti in lista di altre regioni d&#8217;Italia, non perché altrove siano più disponibili e bravi che da noi, ma perché noi siamo stati ligi alla normativa mentre altri hanno creato liste di disponibilità pari, talvolta, anche al doppio dei posti da occupare- aggiungendo che- la probabilità che le 70 poltrone libere del Veneto vengano occupate da meridionali è altissima”</em>.</p>
<p>Atto di razzismo o rispetto delle leggi? E si ritorna al dilemma con cui ho aperto l&#8217;articolo.</p>
<p>Per risolvere la situazione, la Cgil propone un nuovo concorso. Ma la questione sembra essere ancora il divario mentale e sociale fra Nord e Sud.</p>
<p>Vicenza si difende attraverso le parole di <strong>Attilio Schneck,</strong> che sostiene un forte bisogno di “<em>r</em><em>ipristinare lo stato di diritto. Siamo di fronte alle solite furbizie all&#8217;italiana, la Regione che rispetta la normativa e che si comporta in maniera virtuosa deve subire le conseguenze di una decisione statale che favorisce le Regioni che invece non si sono comportate correttamente</em>”.</p>
<p>Per il presidente<strong> non si può parlare di razzismo</strong>, in quanto nelle scuole vicentine già ci sono presidi del meridione, che “<em>sono davvero bravi. Ma non è sul merito o sulla bravura o sulla preparazione o la capacità che stiamo discutendo. E&#8217; una questione di rispetto della normativa</em>”.</p>
<p><strong>Giancarlo Galan</strong>, governatore del Veneto, pensa, invece, che la valutazione di un dirigente scolastico<strong> non debba basarsi sulla sua provenienz</strong>a. “<em>Ci sono quelli scadenti e quelli formidabili, indipendentemente dalla loro provenienza. L&#8217;origine non è un criterio</em>”.</p>
<p><strong>Mara Bizzotto</strong>, europarlamentare della Lega Nord, sostiene che “<em>presidi, insegnanti e personale scolastico devono essere della stessa Regione nella quale sono nati e vivono</em>”.</p>
<p><strong>Corrado Gabriele</strong>, assessore all&#8217;Istruzione della Campania, richiama all&#8217;attenzione il Ministro dell&#8217;Istruzione,<a href="http://magazine.ciaopeople.com/gelmini" target="_blank"> </a><strong>Mariastella Gelmini</strong>, per far “<em>cessare questa palese aggressione razzista a tutto il mondo della scuola. Nel caso contrario sarò il primo a chiedere che rassegni le dimissioni dall&#8217;incarico, poiché non rappresenta de facto le istanze e le esigenze di tutto il Paese</em>”- aggiungendo che in questa direzione sicuramente si arriverà “<em>sull&#8217;orlo di una pericolosa deriva antidemocratica</em>”.</p>
<p>(Il testo sopra proposto fa riferimento ad articoli scritti da me per <a href="http://magazine.ciaopeople.com/">Ciaopeople Magazine</a>, ai rispettivi link:</p>
<p><a href="http://magazine.ciaopeople.com/Scuola_Universita_Lavoro-11/Scuola_e_Universita-58/Vicenza%3A_%27Non_ai_presidi_del_Sud_nelle_nostre_scuole%27-12285?preview" target="_blank">Vicenza: &#8216;Non ai presidi del Sud nelle nostre scuole&#8217;: </a></p>
<p><a href="http://magazine.ciaopeople.com/Scuola_Universita_Lavoro-11/Scuola_e_Universita-58/Vicenza%3A_%27Non_ai_presidi_del_Sud_nelle_nostre_scuole%27-12285?preview">Ancora no ai presidi del sud. Corrado Gabbriele: &#8220;&#8216;Aggressione razzista al mondo della scuola&#8217; </a></p>
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		<title>Agenda rossa, verità sulle Stragi di Stato</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Jul 2009 14:01:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AlessioViscardi</dc:creator>
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Salvatore Borsellino è in piazza con i cittadini e l&#8217;associazione Addio Pizzo. Chiedono la verità sulle stragi di stato, tra cui quella che spezzò la vita dell&#8217;eroe Paolo Borsellino. La strage di Via D&#8217;Amelio, il secondo attentato di Cosa Nostra allo Stato dopo la strage di Capaci.

Ma è stata davvero la Mafia? Riina è in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="justify"><!-- 	 	 --></p>
<p style="justify"><a href="http://www.flickr.com/photos/m8tre/2633991410/"><img class="size-medium wp-image-1149 alignright" style="5px" src="http://socialismo.altervista.org/wp-content/uploads/borsellino-208x300.jpg" alt="" width="208" height="300" /></a>Salvatore Borsellino è in piazza con i cittadini e l&#8217;associazione Addio Pizzo. Chiedono la verità sulle <strong>stragi di stato</strong>, tra cui quella che spezzò la vita dell&#8217;eroe <a href="http://www.avanguardie.org/agenda-rossa-borsellino"><strong>Paolo Borsellino</strong></a>. La strage di Via D&#8217;Amelio, il secondo attentato di Cosa Nostra allo Stato dopo la strage di Capaci.</p>
<p style="justify">
<p style="justify">Ma è stata davvero la Mafia? Riina è in carcere e sconta la pena per i suoi omicidi. Ma la Mafia è ancora forte. Provenzano è stato preso, gli uomini di Denaro sono dietro le sbarre. Eppure, <strong>la Mafia è ancora forte</strong>.</p>
<p style="justify">
<p style="justify">Era proprio Borsellino a sostenere che <strong>la Mafia e lo Stato</strong> non sono in lotta tra loro. Sono la <em>stessa cosa</em>. In questi giorni la verità sta venendo a galla, per questo le Televisioni dello Stato Maggiore non ne danno notizia.</p>
<p style="justify">
<p style="justify">Il <a href="/socialismo.altervista.org/papello-rina-lettera-a-berlusconi-mafia">papello di Riina</a> conteneva le richieste della Mafia allo Stato per far cessare le stragi. Ora Mancino &#8211; allora Ministro &#8211; giura che &#8220;Lo Stato disse no al patto con Cosa Nostra&#8221;. Ma Riina insiste che <strong>furono i Servizi Segreti ad ammazzare Falcone e Borsellino</strong>.</p>
<p style="justify">
<p style="justify">Il patto tra Cosa Nostra e lo Stato non ci fu, perché divennero una sola cosa. Ora Riina sta parlando per <a href="http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/cronaca/mafia-8/bolzoni-viviano/bolzoni-viviano.html?rss">mandare dei messaggi ai suoi uomini</a>. Ma di chi parla? Riina parla dei <strong>servizi segreti</strong>. Vorremmo chiedere al pm Ingroia &#8211; che dichiara: &#8220;Il capo mafia usa canali pubblici per mandare messaggi ad altri&#8221; &#8211; chi siano gli altri? Non uomini di Cosa Nostra, ma uomini dello Stato.<span id="more-1148"></span></p>
<p style="justify">
<p style="justify">Borsellino aveva con sé una <strong>agenda rossa</strong>, che non è mai stata ritrovata. Dentro, le prove della corruzione dello Stato. Le prove della collusione con la Mafia. Gioacchino Genchi, che si occupò delle indagini con il pool anti-mafia, afferma che le stragi furono compiute da Cosa Nostra in combutta con esponenti dello Stato. Ecco come andarono le cose.</p>
<p style="justify">
<p style="justify">Il 19 luglio del 1992 a <strong>Villa Igea</strong> &#8211; albergo sontuoso di Palermo &#8211; c&#8217;erano i mandanti esterni dell&#8217;omicidio di Borsellino. Lì c&#8217;erano membri dello stato. Il cellulare clonato di una donna napoletana chiamò i carnefici di Villagrazia di Carini, che pedinavano Borsellino. Il giudice partì proprio da lì, diretto da sua madre.</p>
<p style="justify">
<p style="justify">Dallo stesso cellulare, partirono chiamate verso Palermo. A rispondere, altri mafiosi. Quando la bomba esplose e di Borsellino rimasero soltanto frattaglie sparse per strada, una chiama a Villa Igea. Una chiamate per confermare <strong>la morte del &#8220;nemico&#8221;</strong>.</p>
<p style="justify">
<p style="justify">Fuori la casa della madre di Borsellino non c&#8217;erano transenne. Tutto fu ordito per farlo morire. &#8220;Forse saranno mafiosi quelli che mi uccideranno, ma ad ordinare la mia morte sarà stato qualcun&#8217;altro&#8221; &#8211; questo diceva Borsellino. Quel &#8220;qualcuno&#8221; stava a Villa Igea.</p>
<p style="justify">
<p style="justify">Chi coinvolge i servizi segreti? È il pentito Francesco Di Carlo. Ma il suo racconto trova conferme processuali, come ricorda <a href="http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/cronaca/mafia-8/indizi-inchieste/indizi-inchieste.html?rss">La Repubblica</a>:</p>
<p style="30px"><em>Mafia e servizi, ci sono impronte dappertutto. Di chi era quel numero di telefono trovato sul bigliettino di carta recuperato a qualche metro da dove Giovanni Brusca fece esplodere l&#8217;autostrada a Capaci? Era di L. N., il capo del Sisde a Palermo. &#8220;Era un appunto sulla riparazione di un cellulare Nec P 300 che qualcuno dei miei uomini deve avere perso durante il sopralluogo&#8221;, ha risposto L. N. Fine della deposizione e fine delle indagini. C&#8217;è solo un particolare da ricordare: cellulari di quel tipo &#8211; Nec P 300 &#8211; sono stati trovati qualche tempo dopo nel covo di via Ughetti, la casa dove si nascondevano i macellai di Capaci e parlavano &#8211; ascoltati dalle microspie &#8211; &#8220;dell&#8217;attentatuni&#8221; che avevano preparato.</em></p>
<p style="justify">
<p style="justify">Falcone e Borsellino erano scomodi per la Mafia, ma erano ancor più scomodi per lo Stato che con la Mafia aveva rapporti strettissimi. Andreotti incontrava (e forse baciava sulla bocca) Riina, Vito Ciancimino era sindaco di Palermo e Salvo Lima faceva da <a href="http://senzamemoria.wordpress.com/2008/11/24/lomicidio-di-salvo-lima-il-ponte-tra-dc-e-mafia/">ponte tra Dc e Mafia</a>.</p>
<p style="justify">
<p style="justify">La DC stava affondando, la mafia dei fratelli Salvo era in crisi e i Corleonesi volevano dettare legge. C&#8217;era bisogno di <strong>un nuovo patto</strong>, e bisognava scriverlo col sangue.</p>
<p style="justify">
<p style="justify">Basta leggere questo articolo di <a href="http://voglioscendere.ilcannocchiale.it/post/2300440.html">Travaglio</a>. Non a caso Provenzano barattò la cattura di Riina con l&#8217;abolizione del 41bis. Non a caso, dopo le stragi, tutto tornò nel silenzio. Nel<strong> silenzio istituzionale</strong>, soprattutto. Non a caso, il nuovo ponte tra Mafia e Stato divenne il nuovo partito che &#8211; proprio in Sicilia &#8211; veniva fondato a gran velocità da Dell&#8217;Utri: <strong>Forza Italia</strong>.</p>
<p style="justify">
<p style="justify">Non a caso, lo stesso sindaco mafioso Ciancimino che aveva consegnato il papello di richieste allo Stato consegna <strong>tre lettere di richieste a Berlusconi</strong>. Lettere della Mafia, scritte da Provenzano. Tre lettere, l&#8217;ultima delle quali quando Berlusconi è già &#8220;onorevole&#8221;.</p>
<p style="justify">
<p style="justify">La richiesta è mettere a disposizione una delle sue reti a Cosa Nostra. In cambio, un fortissimo appoggio elettorale. Altrimenti, come dichiara un&#8217;intercettazione di Berlusconi, la testa di Piersilvio sarebbe stata recapitata a casa del suo Papi.</p>
<p style="justify">
<p style="justify">Oggi sappiamo che Falcone furono uccisi da Mafiosi mandati da membri dello Stato. E lo sappiamo perché, nel processo a Dell&#8217;Utri per associazione mafiosa, sono spuntate delle carte. Carte come la lettera a Berlusconi ed il famigerato &#8220;papello&#8221;. In primo grado, il vice di Berlusconi è stato condannato a <strong>nove anni per associazione mafiosa</strong>. Lui faceva da tramite tra il Cavalliere e Ciancimino. Una catena di potere da Provenzano al Primo Ministro italiano.</p>
<p style="justify">
<p style="justify">Oggi parlare di Mafia non ha più senso. Ogni tanto i criminali ammazzano qualche consigliere provinciale, ma la vera Mafia è oggi al potere e le sue <strong>mani grondano del sangue di Falcone, Borsellino e di tutti gli innocenti morti a Firenze, Roma, Milano</strong>&#8230;</p>
<p style="justify">
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