Alternative per il Socialismo

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  • Assessori Campani più cari di tutta Italia? – La strana inchiesta de L’espresso

    di Assunta Caruso

    ~ 31/01/09

    Gli Assessori Regionali della Campania sono i più pagati d’Italia. Il settimanale L’espresso pubblica una ricerca sui conti delle Regioni italiane e la Campania si piazza al terzo posto nella classifica delle Assemblee Regionali più costose ed al primo posto per gli stipendi degli assessori.

    Ma la tempistica di questa inchiesta e la pressione mediatica contro la sinistra al Governo in Campania rendono lecito pensare ad una strumentalizzazione di tematiche alla moda in periodo di crisi, al fine di favorire i partiti più grande.

    I dati – forniti dai Consigli Regionali ed aggiornati al 18 dicembre 2008 – sono allarmanti: lo stipendio di un assessore campano sfiora gli 11 mila euro mensili. Si tratta della retribuzione più alta in Italia per questa carica statale, davanti anche a quella degli assessori calabresi (che ammonta a circa 9 mila euro).

    Cifre fuori da ogni parametro, soprattutto se si tiene conto che il Presidente della Giunta guadagna meno della metà degli Assessori Regionali che lui stesso nomina. Lo stipendio del Presidente del Consiglio della Regione Campania si assesta, infatti, a soli 6 mila euro mensili.
    Stessa cifra per la mensilità del Governatore campano.

    Sul sito ufficiale della Conferenza dei Presidenti delle Assemblee Legislative Regionali è possibile scaricare l’elenco completo delle retribuzioni mensili dovute a tutte le cariche della Regione. Ma la Giunta Regionale della Campania contesta le cifre riportate da L’espresso. Secondo la Giunta, lo stipendio degli Assessori è regolamentato dalla Legge Regioanle 13/1996 che conferisce loro indennità di carica, funzione e diaria mensile. Cifra molto ridotta che raggiunge a stento i 9 mila euro mensili.

    I costi di funzionamento del Consiglio sono altissimi: quasi 81 milioni di euro all’anno. In pratica, ogni cittadino sovvenziona questa ingiustizia con 14 euro circa.
    Una voragine la Giunta della Regione Campania, che per spese complessive si piazza al terzo posto dietro Sicilia e Sardegna.

    —————————————————-

    N.D.A.

    La Casta dei politici si tratta bene, quindi? Mentre a Napoli dilaga la criminalità, mentre a Pomigliano chiudono gli stabilimenti della Fiat, e mentre il sistema-governo viene eroso dall’inchiesta Global Service, il Governo della Regione aumenta i propri introiti?

    Alla luce delle dichiarazione di Idv – Di Pietro ordina ai rappresentanti del partito nelle giunte napoletane di dimettersi e votare la sfiducia per Bassolino e Iervolino – appare chiaro che sia in atto una campagna di diffamazione volta ad indebolire il governo della sinistra in Campania a favore dei partiti più grandi.

    Eppure ci si dimentica che la Iervolino ha vinto le elezioni ed è quindi legittimamente a capo della Giunta Comunale che, dopo il rimpasto, si è depurata dagli elementi coinvolti dall’inchiesta Global Service.

    La tempestività dell’inchiesta de L’espresso sembra rientrare in questa campagna mediatica tesa ad accrescere il potere della desta a Napoli.

    L’espresso dimentica di citare che i partiti di sinistra hanno promosso con decisione l’abbattimento dei costi della politica, presentando anche proposte di legge tese a ridurre le indennità dei Consiglieri Regionali e dei rimborsi per i Consiglieri, nonché l’abolizione della maggior parte delle auto di servizio.

    Il Prc e lo stesso Bassolino sono stati attivi in questo processo di taglio alle spese inutili. Con tali proposte di legge si è mirato a realizzare circa tredici milioni di euro di risparmio alla Regione Campania.

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    Il silenzio è mafioso

    di AlessioViscardi

    ~ 28/01/09

    Di Pietro attaccato dal Capo dello Stato Napolitano e dalla più grande associazione a delinquere italiana: la Casta Politica. La Repubblica.it titola “Di Pietro attacca Napolitano”, il Tg 5 (house organ del Pdl) apre con un reportage degno del sensazionalismo made 11 settembre. Al pari di un boing 727 schiantato contro le Twin Tower, le terribili offese urlate dall’ex-magistrato all’indirizzo della Più Alta Carica dello Stato rimbalzano da un tg all’altro, da una testata all’altra.

    DI PIETRO ATTACCA NAPOLITANO. Ed il Quirinale risponde stigmatizzando l’intervento dell’Onorevole Di Pietro come provocatorio ed “offensivo”.

    CONTINUA A LEGGERE…

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    Post tags: Associazione Nazionale dei familiari delle vittime della mafia, contestazione di pietro, crociata, crociata mediatica, di pietro, di pietro attacca, disinformazione di stato, il silenzio è mafioso, intercettazioni, Lodo Alfano, lodo consolo, morfeo napolitano, napolitano, piazza farnese, salva manager, sorveglianza video, sostegno Apicella, videosorveglianza
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    Cinque in Condotta e Telecamere a Scuola – Novità dalla Gelmini

    di Roberta Esposito

    La scuola italiana, per oltre 75 anni, non ha subito riorganizzazioni nella propria struttura, ma a partire dal 2000 si sono avvicendate ben 4 riforme. Lorenzo Varaldo, coordinatore del “Manifesto dei 500″, pensa che ci sia una spaventosa continuità tra le «riforme» Moratti, Fioroni e Gelmini.

    Un esempio per tutti è il maestro unico: Letizia Moratti voleva proporlo già nel 2001, ma dopo aver ordinato un sondaggio all’ISTAT, rinuncia perché l’idea risulta sgradita alla maggioranza di genitori e insegnanti.

    E ancora, la questione dei Programmi Nazionali, che la Gelmini vorrebbe «essenzializzare» e rendere più flessibili, dopo lo svuotamento di contenuti, l’abbassamento culturale e la differenziazione introdotti da Moratti-Fioroni.

    In continuità con l’operazione del precedente governo di centrodestra, anche l’attuale intende indebolire le scuole di stato, a vantaggio delle scuole private. Il tempo scuola sarà di 36 ore, elevabile a 40 in via eccezionale che però non assicurano ricchezza formativa e insegnamento per gruppi di livello o di interesse.

    Le famiglie con due lavoratori adulti si vedranno costrette a scegliere tra babysitting pomeridiano ed iscrizione dei figli ad una scuola privata. Un primo effetto a breve-medio termine sarà la riduzione del tasso di occupazione femminile. L’eventuale soppressione del tempo pieno si tradurrà in una riduzione delle nascite, perché molte donne costrette a scegliere tra maternità e lavoro opteranno per quest’ultimo. CONTINUA A LEGGERE…

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    Post tags: 5 in condotta, bullismo, cinque condotta, edilizia scolastica, esame avvocato, esame di stato, Gelmini, istruzione, lavagna elettronica, maestro unico, ocse, offerta formativa 2009, programma di studio, ricerca universitaria, riforma gelmini, scuola privata, tagli istruzione, telecamere a scuola, telecamere aula
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    Intercettazioni Berlusconi – Lo strano caso del Dottor Genchi e Mister B.

    di AlessioViscardi

    ~ 27/01/09

    Siamo in Dittatura. Una dittatura dichiarata e spudorata, che non nasconde i propri caratteri repressivi. La dittatura dei mafiosi, dei massoni, degli imprenditori corruttori e dei politici collusi. Sono maledette zecche attaccate su una nazione che affonda. Per salvarsi dalla prigione hanno sfasciato la giustizia. Ora vorrebbero “riformarla”.

    Io so che la Riforma della Giustizia su cui convergono in modo concorde il Pdl ed il Pd sarà in realtà lo scudo finale dietro cui la Casta si trincererà, diventando immune da qualsiasi inchiesta giudiziaria. Saranno Vietate le Intercettazioni. Saranno vietate le indagini. Sarà vietato ai Pm di svolgere il proprio ruolo.

    Siamo giunti alla menzogna a piede libero. Ci riferiamo allo strano caso del Dottor Genchi e Mister B: il Premier urla sulle prima pagine di tutti i quotidiani, il grande archivio di Genchi è un rischio per il governo, la nazione, la patria e l’integrità dello stato sovrano. Sarà uno scandalo senza precedenti. CONTINUA A LEGGERE…

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    Post tags: archivio genchi, catanzaro, De Magistris, dittatura, dittatura berlusconi, fondi europei, genchi, guerra procure, intercettazioni, intercettazioni berlusconi, intercettazioni vietate, io so, regime berlusconi, riforma della giustizia, Riforma giustizia, salerno, scandalo, stupro roma, tabulati, tabulati telefonici
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    Ripristinato Sconto Studenti su Abbonamenti UnicoCampania

    di Daniela Caruso

    ~ 22/01/09

    Saranno ripristinati gli Abbonamenti Agevolati per Autobus e Mezzi di Trasporto Pubblico UnicoCampania.

    A partire da febbraio gli studenti potranno vedere salvaguardato il proprio Diritto allo Studio, dopo che la Regione Campania aveva deciso di non rinnovare il Protocollo d’Intesa con il Consorzio.

    UnicoCampania aveva annunciato che, a partire dal mese di gennaio, gli abbonamenti mensili agevolati per gli studenti sarebbero stati sospesi. Oltre 30mila studenti utilizzano ogni giorni i mezzi pubblici per recarsi a scuola o in facoltà, questo provvedimento avrebbe visto levitare le loro spese di circa 200 euro all’anno.

    Colpa della Regione, che non aveva rinnovato il protocollo d’intesa che permette agli studenti di ricevere riduzioni sul costo degli abbonamenti. CONTINUA A LEGGERE…

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    Post tags: abbonamenti autobus, abbonamento studenti, abbonameto unico campania, agevolazioni abbonamenti, autobus napoli, corrado gabriele, regione campania, sconto autobus, sconto studenti, tagli sconti, unicocampania
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    Errori del Governo – Regime Berlusconi

    di AlessioViscardi

    ~ 20/01/09

    La sezione disciplinare del CSM ha decretato l’inizio del regime. Sospeso il procuratore di Salerno Luigi Apicella e ha trasferiti d’ufficio il pg di Catanzaro Enzo Jannelli, il sostituto Alfredo Garbati e i due pm di Salerno Gabriella Nuzzi e Dionigio Verasani, il Governo ha sancito che la magistratura deve essere un organo di partito piegato alle logiche corrotte di chi li comanda.

    Il Ministro dell’Ingiustizia Alfano – quello del Lodo Incostituzionale – ha firmato l’ennesima pagina vergognosa nella sua carriera di prestanome. Lui voleva addirittura trasferire tutti i sei pm di Salerno e Catanzaro che hanno firmato gli ordini di perquisizione e l’apertura di indagine nei confronti dei loro colleghi.

    Da oggi in poi i magistrati sanno che non è loro dovere indagare, ma soltanto assecondare i capricci di chi siede a Palazzo Piacentini, per non dire ad Arcore. CONTINUA A LEGGERE…

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    Post tags: accordo airfrance, alitalia, anno zero, annunziata, appello, Berlusconi, bot italiani, catanzaro, dittatura, fascismo, frattini, guerra di gaza, guerra procure, lega malpensa, libertà informazione, regime, regime berlusconi, riforma della giustizia, salerno, santoro, tremonti bugie, vespa
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    Tagli ai fondi per l’Editoria, Tagli alla Libertà di Pensiero

    di Roberta Esposito

    ~ 15/01/09

    Il Governo Berlusconi taglia i Fondi per l’Editoria, ma risparmia i Giornali di Partito. Il pensiero libero dei cittadini, per trovare pubblicazione, si dovrà piegare alle logiche perverse della Partitocrazia. Numerosi giornali rischiano la chiusura, ma è calato un velo di silenzio su tutta la questione. Come sempre, in Italia, la memoria è vecchia di qualche settimana e ci si dimentica facilmente dei Diritti Fondamentali che vengono negati ogni giorno.

    Thomas Jefferson diceva che gli Usa sarebbero stati ciò che i loro giornali stessi sarebbero stati. Loro hanno il Freedom of Information Act, e il giornalismo d’inchiesta da loro ha fatto cadere un presidente. Noi abbiamo la legge bavaglio per i giornalisti che osano fare i giornalisti, ovvero il ddl n°1638/07 e gli aiuti all’editoria, milioni di euro regalati ai direttori organici al regime.

    Il sistema di erogazione dei contributi ha spesso strumentalizzato il denaro messo a disposizione (quasi un miliardo di euro nel 2006) in nome del pluralismo informativo, causando l’ingerenza (se non il controllo tout-court) della politica sull’informazione e la nascita del giornalismo assistito. CONTINUA A LEGGERE…

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    Post tags: direttore dittatore, disinformazione, dittatore, Economia, editoria, giornalismo, giornalismo assistito, incostituzionale, Informazione, libertà d'informazione, libertà di espressione, libertà di pensiero, negazione libertà, partitocrazia, privazione, regime, tagli
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    Il muro della vergogna (seconda parte)

    di Michele Di Mauro

    ~ 14/01/09

    In questo secondo articolo della rubrica “Il muro della vergogna” ci eravamo promessi di trattare in modo più approfondito la tematica delle implicazioni economiche, politiche e sociali legate alla costruzione della barriera di separazione israelaiana in Cisgiordania.

    Tuttavia, il fiume di notizie che giunge dal medio-oriente e dall’Italia stessa ci impone di rimandare questo proposito al prossimo articolo e tentatre di fare chiarezza ed ordine sull’inondazione di episodi e fatti che ci giungono spesso in maniera distorta o filtrata dal prisma dell’appartenenza politica e delle convenienze mediatico-istituzionali. Siccome questa rubrica non è uno spazio di cronaca-politica estera, semmai uno spazio d’informazione storica e politica su una questione che ritorna prepotentemente alla nostra attenzione, non in base a preconcetti d’appartenenza, ma ad un’obiettiva analisi dei fatti si appoggerà la causa palestinese.

    Non si potrebbe fare altrimenti già semplicemente osservando la sproporzione fra le forze d’invasione Israelaiane, munite di bombardieri e carriarmati, rispetto alle forze di Hamas che lanciano razzi meno potenti di certi fuochi in uso a capodanno.
    Hamas (arconimo arabo di movimento di resistenza Islamica) è l’organizzazione palestinese che alle scorse elezioni ha preso il consenso della popolazione contro i moderati di al-Fatah (il cui leader è Abu Mazen, presidente dell’ANP).
    Il nome Hamas compare la prima volta nel 1987 ad indicare il braccio armato dei Fratelli Mussulmani, ma la sua storia comincia quasi vent’anni prima, quando lo stesso governo israeliano appoggiò e garantì l’esistenza all’organizzazione, affinché si creasse un’opposizione politica interna ai palestinesi dell’OLP di Arafat. Nel 1987, a ridosso della prima Intifada, Hamas – che non riconosce lo stato d’Israele, nel quale identifica l’oppressore del popolo palestinese – fu artefice di numerose operazioni belliche e terroristiche. Anche alla fine della prima Intifada, conclusa con gli Accordi di Oslo del 1993, Hamas continua ad essere presente sul territorio, in particolar modo seguendo le esigenze umanitarie della popolazione e reclutando adepti alla propria causa. La costruzione di ospedali e scuole a Gaza e in Cisgiordania sono un esempio di questa attività. CONTINUA A LEGGERE…

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    Post tags: al-Fatah, causa palestinese, Hamas, Israele, Palestina, storia di Hamas, terrositi
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    Quando le Indagini si chiamano “Guerra tra Procure”

    di Roberta Esposito

    ~ 06/01/09

    Quella che coinvolge le Procure di Catanzaro e Salerno viene definita Guerra tra Bande dai politici. Fortunatamente, nel nostro Ordinamento Giuridico esiste la possibilità che i magistrati indaghino anche su altri magistrati, al fine di appurarne illeciti e crimini se questi sono stati commessi.

    Eppure viviamo nel paese dove i politici sono immuni, ed anche i magistrati da oggi in poi. Immunità… why not!? Se vale per le quattro cariche più alte dello Stato – Lodo Alfano – perché non dovrebbe valere anche per i loro vassalli e valvassori? Vogliono riformare la Giustizia, ma a giudicare da vicende come questa, l’ANM è ormai il braccio armato (di martelletto) del Ministero della Giustizia.

    La Procura di Salerno apre un’indagine sulla Procura di Catanzaro, accusata di aver depistato e fatto avocare ingiustamente due inchieste al Pubblico Ministero De Magistris – Tra l’altro con accuse ridicole, come l’aver scritto troppe pagine in un Decreto di Perquisizione e l’aver fatto cenni alla Vita Privata degli Indagati.

    Invece di rivolgersi agli organi preposti al controllo del lavoro dei magistrati – il GIP, il Tribunale del Riesame, la Corte d’Appello e quella di Cassazione – la Procura di Catanzaro ha fatto pressioni sull’ANM affinché De Magistris fosse trasferito per “incompatibilità ambientale” – certo, era l’unico che indagava. CONTINUA A LEGGERE…

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    Tarantella Napoletana

    di AlessioViscardi

    ~ 05/01/09

    Iervolino e Bassolino sono i mali peggiori di Napoli?Il Sindaco Iervolino nomina una Giunta Comunale frutto dei soliti Giochetti Politici?

    Il Sindaco Iervolino ha finalmente reso noti i nomi dei nuovi Assessori al Comune di Napoli. Questo attesissimo rimpasto arriva dopo gli scandali dell’inchiesta Global Service. Può questo lifting frankensteiniano ridare trasparenza alla Giunta?

    Analizzare con il dovuto sguardo critico la situazione “kafkiana” in cui versa la nostra città può aiutarci a capire che finché Napoli sarà dominata da logiche partitocratiche e politiche, sarà impossibile un vero rinnovamento.

    Piazzare sullo scranno una manciata di sei professori non risolve nulla. La loro stessa nomina è frutto del logoro e stantio gioco di poteri tra Comune, Pd e Governo Nazionale. Solo qualche giorno fa il Segretario Provinciale del PD Nicolais ribadiva come fosse utile rimuovere tutti gli assessori. CONTINUA A LEGGERE…

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