di Daniela Caruso
~ 27/07/09
Razzismo o giustizia? Questo è il dilemma, la domanda attorno alla quale ruota l’acceso dibattito che coinvolge, in questi giorni, i presidi del Sud Italia.
Una mozione del Consiglio Provinciale della città di Vicenza, votata venerdì scorso, dice no all’inserimento di dirigenti scolastici provenienti dal Sud nelle scuole vicentine.
La proposta è stata fatta da Morena Martini, assessore alla scuola, e approvata da ben 26 consiglieri su 27.
Un atto di razziso puro verso i presidi delle scuole del sud? La Martini smentisce: “Macché. Non si vuole puntare il dito contro le professionalità provenienti da altre regioni, ma ripristinare una situazione di diritto che alcune regioni, diciamo non virtuose, hanno disatteso”.
Tale spiegazione di certo non placherà le polemiche che si andranno a scatenare in questi giorni.
L’assessore continua a spiegare questa sorta di discriminazione, richiamando la situazione presentatasi nel 2004, quando nel concorso bandito per dirigenti scolastici, in Campania gli idonei risultarono molti di più, rispetto il dovuto.
La stessa situazione si presentò anche nelle altre regioni del Sud. Per placare la guerra che si era scatenata, Prodi introdusse la “mobilità interregionale” verso le regioni del settentrione.
Molti posti, dunque, potrebbero essere assegnati a presidi del sud.
Come spiega sempre la Martini, “Nel Veneto ci sono circa 70 posti liberi da coprire, ma nessuna graduatoria regionale da cui attingere. Ci sono invece tanti dirigenti in lista di altre regioni d’Italia, non perché altrove siano più disponibili e bravi che da noi, ma perché noi siamo stati ligi alla normativa mentre altri hanno creato liste di disponibilità pari, talvolta, anche al doppio dei posti da occupare- aggiungendo che- la probabilità che le 70 poltrone libere del Veneto vengano occupate da meridionali è altissima”.
Atto di razzismo o rispetto delle leggi? E si ritorna al dilemma con cui ho aperto l’articolo.
Per risolvere la situazione, la Cgil propone un nuovo concorso. Ma la questione sembra essere ancora il divario mentale e sociale fra Nord e Sud.
Vicenza si difende attraverso le parole di Attilio Schneck, che sostiene un forte bisogno di “ripristinare lo stato di diritto. Siamo di fronte alle solite furbizie all’italiana, la Regione che rispetta la normativa e che si comporta in maniera virtuosa deve subire le conseguenze di una decisione statale che favorisce le Regioni che invece non si sono comportate correttamente”.
Per il presidente non si può parlare di razzismo, in quanto nelle scuole vicentine già ci sono presidi del meridione, che “sono davvero bravi. Ma non è sul merito o sulla bravura o sulla preparazione o la capacità che stiamo discutendo. E’ una questione di rispetto della normativa”.
Giancarlo Galan, governatore del Veneto, pensa, invece, che la valutazione di un dirigente scolastico non debba basarsi sulla sua provenienza. “Ci sono quelli scadenti e quelli formidabili, indipendentemente dalla loro provenienza. L’origine non è un criterio”.
Mara Bizzotto, europarlamentare della Lega Nord, sostiene che “presidi, insegnanti e personale scolastico devono essere della stessa Regione nella quale sono nati e vivono”.
Corrado Gabriele, assessore all’Istruzione della Campania, richiama all’attenzione il Ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, per far “cessare questa palese aggressione razzista a tutto il mondo della scuola. Nel caso contrario sarò il primo a chiedere che rassegni le dimissioni dall’incarico, poiché non rappresenta de facto le istanze e le esigenze di tutto il Paese”- aggiungendo che in questa direzione sicuramente si arriverà “sull’orlo di una pericolosa deriva antidemocratica”.
(Il testo sopra proposto fa riferimento ad articoli scritti da me per Ciaopeople Magazine, ai rispettivi link:
Vicenza: ‘Non ai presidi del Sud nelle nostre scuole’:
Ancora no ai presidi del sud. Corrado Gabbriele: “‘Aggressione razzista al mondo della scuola’
di AlessioViscardi
~ 20/07/09
Salvatore Borsellino è in piazza con i cittadini e l’associazione Addio Pizzo. Chiedono la verità sulle stragi di stato, tra cui quella che spezzò la vita dell’eroe Paolo Borsellino. La strage di Via D’Amelio, il secondo attentato di Cosa Nostra allo Stato dopo la strage di Capaci.
Ma è stata davvero la Mafia? Riina è in carcere e sconta la pena per i suoi omicidi. Ma la Mafia è ancora forte. Provenzano è stato preso, gli uomini di Denaro sono dietro le sbarre. Eppure, la Mafia è ancora forte.
Era proprio Borsellino a sostenere che la Mafia e lo Stato non sono in lotta tra loro. Sono la stessa cosa. In questi giorni la verità sta venendo a galla, per questo le Televisioni dello Stato Maggiore non ne danno notizia.
Il papello di Riina conteneva le richieste della Mafia allo Stato per far cessare le stragi. Ora Mancino – allora Ministro – giura che “Lo Stato disse no al patto con Cosa Nostra”. Ma Riina insiste che furono i Servizi Segreti ad ammazzare Falcone e Borsellino.
Il patto tra Cosa Nostra e lo Stato non ci fu, perché divennero una sola cosa. Ora Riina sta parlando per mandare dei messaggi ai suoi uomini. Ma di chi parla? Riina parla dei servizi segreti. Vorremmo chiedere al pm Ingroia – che dichiara: “Il capo mafia usa canali pubblici per mandare messaggi ad altri” – chi siano gli altri? Non uomini di Cosa Nostra, ma uomini dello Stato. CONTINUA A LEGGERE…
di Assunta Caruso
~ 17/07/09
Il Governo ha stabilito che l’Italia tornerà al nucleare, in spregio della volontà popolare espressa tramite referendum. Ce ne siamo già occupati, segnalando la scellerata scelta di costruire centrali nucleari in un territorio sismico come l’Italia. Il Terremoto in Abruzzo ci ha dato – tragicamente – ragione.
Ora il Governo ha sei mesi per localizzare i siti dove costruire le nuove centrali nucleari e dove stoccare le scorie radioattive. Saranno siti di “interesse strategico nazionale” e quindi saranno presidiati da militari armati e coperti dal Segreto di Stato. Proprio come le discariche di immondizia in Campania – vedi Ferrandelle.
A decidere chi, come e dove costruirà le centrali nucleari saranno Berlusconi e alcuni ministri. Nessun altro, nessuna indipendenza. CONTINUA A LEGGERE…
di AlessioViscardi
~ 16/07/09
L’unico riciclaggio che questo Governo conosce � quello dei fondi illeciti. Altro che politiche verdi di Obama, qui siamo alle prese con scudi fiscali e condoni, mentre l’economia si distrugge sotto gli occhi impotenti di una entourage disinteressata.
Eppure la situazione economica italiana � davvero pessima, molto peggiore di tutti gli altri paesi europei. Le politiche fiscali del Governo hanno fallito e migliaia di persone stanno perdendo il proprio posto di lavoro. Centinaia di famiglie messe in mezzo ad una strada, senza prospettive per il futuro. Benvenuti in Italia.
Il debito pubblico � schizzato alle stelle e le piccole e medie imprese stanno fallendo una dietro l’altra perch� le banche – a cui il Governo ha versato ingentissimi fondi – non sorreggono i costi di produzione e non concedono prestiti.
Il sistema sta fallendo, anzi � gi� fallito. Se il Capitalismo Occidentale ha mostrato la corda, il Capitalismo Italiano – una specie di surrogato di mercato oligopolico di stato – si sta sfracellando, trascinando nella sua distruzione migliaia di innocenti lavoratori. CONTINUA A LEGGERE…
di AlessioViscardi
~ 15/07/09
Quello che telegiornali e quotidiani hanno cercato di tenere in ombra qualcosa di inquietante e pericoloso: i rapporti tra Berlusconi e la Mafia.
I
n Italia si fa un gran parlare di Puttanopoli. Per meglio dire, se ne faceva un gran parlare, poi Napolitano ha dichiarato lo stato di silenzio su tutti i fatti riguardanti la vita dissoluta e depravata dal Premier.
Lo si apprende da Travaglio e da qualche sparuto articolo comparso su testate nazionali. La Mafia scrisse una lettera al Cavalliere, intimandogli che se non avesse ceduto una delle sue televisioni all’organizzazione criminale, si sarebbe verificato un luttuoso evento.
La lettera dello scandalo mancato � stata ritrovata tra le carte di Vito Ciancimino, il sindaco mafioso di Palermo. Suo figlio � agli arresti e oggi ha dichiarato di voler consegnare alle forze dell’ordine il famigerato “papello di Riina“. CONTINUA A LEGGERE…
di AlessioViscardi
~ 14/07/09
di AlessioViscardi
~ 08/07/09
Il G8 sulle macere de L’Aquila, tra tendopoli e tangentopoli post-terremoto il Re Nudo perde tutto il suo cerone. In attesa delle foto osé del Premier che i giornali liberi anglosassoni annunciano da giorni, vorremmo concentrare l’attenzione dei lettori sul luogo scelto per questa manifestazione di rilevanza mondiale.
Subito dopo il terremoto che ha causato la morte di oltre 300 persone, il Presidente Berlusconi annuncia in pompa magna che l’incontro tra gli otto paesi più industrializzati del mondo si terrà a L’Aquila. L’impatto mediatico della dichiarazione è forte, tanto da far mangiare la foglia anche a molti membri dell’opposizione. CONTINUA A LEGGERE…
di AlessioViscardi
~ 03/07/09
Colpirli al portafoglio per non cambiare nulla, ma gettare tanto fumo negli occhi degli elettori padani. Ecco il senso del ddl sulla sicurezza che il Senato dello Stato ha tradotto in legge. 157 voti a favore di Pdl, Lega e Mpa, contro i 124 contrari di Pd, Idv e Udc.
La propaganda filo-fascista del Governo Berlusconi ha trasformato un problema sociale (l’immigrazione clandestina) in un tema di ordine pubblico. Ci hanno lavorato per anni, creando una frattura tra il calo complessivo dei crimini commessi in Italia negli ultimi dieci anni rispetto all’aumento esponenziale del tempo che i media dedicano ai fatti si sangue. Si chiama “mean world syndrome”, la rappresentazione di un mondo violento veicolata dai media che genera un senso di generale insicurezza sociale. CONTINUA A LEGGERE…
di Daniela Caruso
~ 01/07/09
Il 6 ottobre la Corte Costituzionale dovrà decidere se abrogare il Lodo Alfano, che rende Berlusconi immune dalla Giustizia. L’esito sembrava scontato fino a poco tempo fa: la Costituzione recita all’articolo 3 che “tutti i cittadini sono uguali di fronte alla Legge”. Con il dolo Alfano, quattro cittadini non sono più uguali di fronte alla legge.
Ma nel frattempo due giudici della Consulta che si deve pronunciare sul Lodo vanno segretamente a cena con Berlusconi, Alfano e Letta. I due giudici che hanno cenato con gli imputati del processo da svolgersi sono Paolo Maria Napolitano e Luigi Mazzella, che si è giustificato dicendo che lui “va a cena” con chi vuole… con i suoi “amici”.
Che imparzialità ci si può aspettare da questo giudizio inquinato da frequentazioni giudicanti e imputati? Nessuna. È ovvio che Berlusconi voglia blindare il Dolo Alfano, perché senza di esso i numerosi processi – giudiziari e mediatici in atto – lo vedrebbero soccombere. CONTINUA A LEGGERE…


