di Redazione
~ 23/11/09
La IV Municipalità è terreno vasto, che comprende le zone di Poggioreale/San Lorenzo/Vicaria/Zona industriale per un numero complessivo di 90mila abitanti. Un territorio vasto, cuore della metropoli cittadina, ricco di importanti risorse. Eppure i cittadini lamentano disagi che mai hanno trovato una risoluzione. Pensiamo a zone come piazza Carlo III, importante snodo cittadino, che da tempo vive crisi acute sotto il profilo igienico. Immondizia, rifiuti di vario genere, escrementi animali, “giardinetti” abbandonati all’incuria, la totale assenza di una pulizia costante e sistematica sono le caratteristiche di una piazza bella e importante ma che si presenta agli occhi dei residenti, dei commercianti e dei turisti come una discarica a cielo aperto. Fin dal settembre 2008 Alternative per il socialismo aveva allertato la Municipalità chiedendo un intervento concreto e immediato, ma purtroppo, al di là delle intenzioni sicuramente positive, non abbiamo riscontrato nient’altro. Condividiamo quanto sta mettendo in campo la Municipalità sul versante “raccolta differenziata”, ne condividiamo lo spirito e l’azione politica, ma riteniamo che anche questo intervento rientrerà in quella parzialità isolata che non porrà rimedio al problema. È un controsenso stridente diffondere materiale informativo sui rifiuti e poi dimenticare di intervenire igienicamente in piazza Carlo III.
Inoltre si ricordano, nella stessa piazza, i lavori di ristrutturazione dell’Albergo dei Poveri. Un progetto mastodontico, all’avanguardia ma sostanzialmente fermo ad un palo. I tempi di progettazione sono ignoti e i lavori svolti sono essenzialmente di facciata. Il recupero di una struttura così imponente, consentirebbe una riqualificazione generale di tutta la municipalità, oltre che un punto di forza per la rinascita culturale di tutta la città. Uffici, alloggi per universitari, strutture teatrali, mensa per i poveri, impianti sportivi etc. , le possibilità di utilizzo sono infinite, un progetto grande e importante che non dovrebbe diventare oggetto delle consuete speculazioni politiche.
“Avanzeremo una serie di proposte – commenta il Coordinatore di Alternative per il socialismo Dario Russo – per chiedere al Presidente Lebbro e ai consiglieri interventi risolutivi, non solo su piazza Carlo III. Va specificato che la nostra iniziativa è indirizzata non soltanto alle questioni specifiche della IV Municipalità, ma in generale a tutti i territori affinché le Municipalità siano uno strumento concreto, vicino alla cittadinanza, per risolvere i disagi locali”.
di Francesco Donzelli - Presidente Alternative per il socialismo
~ 05/09/09
Il linciaggio mediatico ai danni dell’ormai ex direttore dell’Avvenire Boffo e l’azione legale ai danni dei quotidiani la Repubblica e l’Unità, gettano una luce inquietante sulle condizioni sempre più approssimative della nostra democrazia. Silvio Berlusconi è sempre più fuori controllo, affetto da delirio di onnipotenza, violento contro chiunque non la pensi a modo suo. Lui, gran manipolatore, abile come nessuno a capovolgere ogni situazione, trasforma l’informazione dei giornali liberi, cioè quelli che non sono di sua proprietà, in disinformazione di massa. “Povera Italia”, ha avuto l’ardire di dichiarare “con un sistema informativo come questo”. Si sa, Berlusconi ha sempre manifestato una insofferenza acuta nei confronti del giornalismo indipendente ma ora sembra pronto a radicalizzare il conflitto, fino al ridicolo: pensiamo all’avvocato Ghedini, tra l’altro parlamentare, che ha rilasciato una intervista al Corriere della sera pronto a sostenere la virilità sessuale del suo capo. “Berlusconi – dice Ghedini – è pronto ad andare in aula a spiegare che [non è] impotente”.
L’idea che dei giornalisti vengano citati, oltre che costretti alle dimissioni, perché fanno il loro lavoro, perché pongono domande e perché avanzano tesi è davvero preoccupante. Com’è scritto nell’appello dei giuristi Franco Cordero, Stefano Rodotà e Gustavo Zagrebelsky qui “si batte la strada dell’intimidazione” vediamo soffocato il diritto-dovere di “cercare, ricevere e diffondere con qualsiasi mezzo di espressione, senza considerazioni di frontiere, le informazioni e le idee”, come vuole la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del 1948.
A tutto questo ribellarsi è giusto, oltre che doveroso. In qualità di donne e uomini liberi non possiamo continuare a tacere, sottostare alla videocrazia imperante. Quello della libertà di stampa è un tema che riguarda tutti i cittadini: senza una informazione libera non possiamo dirci in democrazia. E questa deve essere anche una buona occasione per porre a tema, questa volta per davvero, il vertiginoso conflitto d’interesse di cui il premier Berlusconi è portatore.
Alternative per il socialismo aderisce alla manifestazione nazionale di sabato 19 settembre. Saremo in piazza con tante altre organizzazioni politiche, sociali e sindacali per chiedere tre cose: 1) che il capo di Stato, Giorgio Napolitano, intervenga decisivamente sugli attacchi di Berlusconi contro l’Unita e la Repubblica; 2) la radiazione di Vittorio Feltri, “professionista del falso” dall’albo dei giornalisti; 3) una legge che regoli definitivamente il conflitto d’interesse per chiunque ricopra una carica pubblica.
Oltre alla mobilitazione, invitiamo tutti coloro che condividono i tre punti di proposta a sottoscrivere l’appello di Alternative per il socialismo.
Facciamo sentire la nostra voce.
di Daniela Caruso
~ 12/08/09
Gli studenti delle scuole medie del Sud sono risultati più bravi e più preparati rispetto agli alunni delle scuole medie del Nord.
I ragazzi delle diverse zone del paese sono stati valutati con i paramentri dell’Invalsi.
Sono scattate subito le polemiche: infatti, si è detto che i ragazzini del sud sono risultati più bravi ai test, in quanto hanno avuto maggiori possibilità di copiare durante l’esame.
Ma il fatto che lascia davvero allibiti è che il Ministero dell’Istruzione ha ritoccato i risultati delle graduatorie, facendo ritornare ai primi posti i ragazzi del Nord Italia. L’antimeridionalismo, in questo senso, tocca l’apice, ma arrivano subito le critiche della controparte.
Ovviamente arrivano le smentite, soprattutto da parte del Dott. Piero Cipollone, presidente dell’Invalsi, che afferma che queste accuse di antimeridionalismo sono del tutto infondate e che per costruire la graduatoria si è fatto riferimento a paramentri statistico-matematici per valutare la veridicità delle interviste e dei test.
Sotto analisi, dunque, studenti ma anche insegnanti che molto spesso chiuderebbero un occhio o quantomeno lascerebbero copiare gli alunni durante i test finali.
Come afferma Ricolfi, è difficile “ottenere la piena collaborazione degli insegnanti, perché comunque ci sarà sempre un incentivo a «fare bella figura». Ma nemmeno credo alla possibilità di ottenere, in tempi ragionevoli, un tasso di copiatura omogeneo su tutto il territorio nazionale, così da rendere automaticamente comparabili i risultati di territori diversi.
Il ricercatore, inoltre, aggiunge che “Il tasso di copiatura, infatti, è distribuito fra le regioni italiane in modo incredibilmente simile al tasso di spreco della Pubblica amministrazione, il che fa sorgere il sospetto che entrambi dipendano – in ultima analisi – dal senso di responsabilità individuale, ossia da qualcosa che difficilmente può cambiare in pochi anni. Se si vuole che le scuole sappiano la verità su se stesse, la via maestra è un’altra: mettere l’Invalsi in grado di effettuare le rilevazioni con personale proprio, come già avviene in altri Paesi europei, anziché costringerlo (per mancanza di fondi) a usare gli insegnanti come somministratori dei test“.
A parte tutte le opinioni possibili ed immaginabili che possono nascere da un confronto “democratico” sul tema, l’unica realtà che purtroppo emerge è quella che la scuola italiana assume e assumerà in futuro sempre meno peso in un contesto europeo di valutazione e giudizio.
Non si possono discriminare gli studenti del Sud solo perché vivono nella parte meridionale del paese a favore degli studenti del Nord che, in un ottica chiusa e comune, devono sempre e comunque risultare i migliori.
Il Sud ladrone e il Nord produttivo e superiore, anche in ambito scolastico.
Cosa ci aspetta ancora?
L’articolo proposto fa riferimento all’articolo da me pubblicato per Ciaopeople Magazine, disponibile al link seguente:
di Francesco Donzelli - Presidente Alternative per il socialismo
~ 04/08/09
Se volessimo sgombrare la mente da tutto il ciarpame senza pudore degli ultimi tempi, se intendessimo portare a compimento una seria riflessione politica scartando gli elementi di distrazione, se il nostro intento fosse quello di focalizzare una questione (andando al di là delle sterili polemiche) dovremmo usare con forza e preoccupazione una sola, drammatica parola: antimeridionalismo. CONTINUA A LEGGERE…
di AlessioViscardi
~ 20/07/09
Salvatore Borsellino è in piazza con i cittadini e l’associazione Addio Pizzo. Chiedono la verità sulle stragi di stato, tra cui quella che spezzò la vita dell’eroe Paolo Borsellino. La strage di Via D’Amelio, il secondo attentato di Cosa Nostra allo Stato dopo la strage di Capaci.
Ma è stata davvero la Mafia? Riina è in carcere e sconta la pena per i suoi omicidi. Ma la Mafia è ancora forte. Provenzano è stato preso, gli uomini di Denaro sono dietro le sbarre. Eppure, la Mafia è ancora forte.
Era proprio Borsellino a sostenere che la Mafia e lo Stato non sono in lotta tra loro. Sono la stessa cosa. In questi giorni la verità sta venendo a galla, per questo le Televisioni dello Stato Maggiore non ne danno notizia.
Il papello di Riina conteneva le richieste della Mafia allo Stato per far cessare le stragi. Ora Mancino – allora Ministro – giura che “Lo Stato disse no al patto con Cosa Nostra”. Ma Riina insiste che furono i Servizi Segreti ad ammazzare Falcone e Borsellino.
Il patto tra Cosa Nostra e lo Stato non ci fu, perché divennero una sola cosa. Ora Riina sta parlando per mandare dei messaggi ai suoi uomini. Ma di chi parla? Riina parla dei servizi segreti. Vorremmo chiedere al pm Ingroia – che dichiara: “Il capo mafia usa canali pubblici per mandare messaggi ad altri” – chi siano gli altri? Non uomini di Cosa Nostra, ma uomini dello Stato. CONTINUA A LEGGERE…
di AlessioViscardi
~ 15/07/09
Quello che telegiornali e quotidiani hanno cercato di tenere in ombra qualcosa di inquietante e pericoloso: i rapporti tra Berlusconi e la Mafia.
I
n Italia si fa un gran parlare di Puttanopoli. Per meglio dire, se ne faceva un gran parlare, poi Napolitano ha dichiarato lo stato di silenzio su tutti i fatti riguardanti la vita dissoluta e depravata dal Premier.
Lo si apprende da Travaglio e da qualche sparuto articolo comparso su testate nazionali. La Mafia scrisse una lettera al Cavalliere, intimandogli che se non avesse ceduto una delle sue televisioni all’organizzazione criminale, si sarebbe verificato un luttuoso evento.
La lettera dello scandalo mancato � stata ritrovata tra le carte di Vito Ciancimino, il sindaco mafioso di Palermo. Suo figlio � agli arresti e oggi ha dichiarato di voler consegnare alle forze dell’ordine il famigerato “papello di Riina“. CONTINUA A LEGGERE…
di AlessioViscardi
~ 08/07/09
Il G8 sulle macere de L’Aquila, tra tendopoli e tangentopoli post-terremoto il Re Nudo perde tutto il suo cerone. In attesa delle foto osé del Premier che i giornali liberi anglosassoni annunciano da giorni, vorremmo concentrare l’attenzione dei lettori sul luogo scelto per questa manifestazione di rilevanza mondiale.
Subito dopo il terremoto che ha causato la morte di oltre 300 persone, il Presidente Berlusconi annuncia in pompa magna che l’incontro tra gli otto paesi più industrializzati del mondo si terrà a L’Aquila. L’impatto mediatico della dichiarazione è forte, tanto da far mangiare la foglia anche a molti membri dell’opposizione. CONTINUA A LEGGERE…
di AlessioViscardi
~ 03/07/09
Colpirli al portafoglio per non cambiare nulla, ma gettare tanto fumo negli occhi degli elettori padani. Ecco il senso del ddl sulla sicurezza che il Senato dello Stato ha tradotto in legge. 157 voti a favore di Pdl, Lega e Mpa, contro i 124 contrari di Pd, Idv e Udc.
La propaganda filo-fascista del Governo Berlusconi ha trasformato un problema sociale (l’immigrazione clandestina) in un tema di ordine pubblico. Ci hanno lavorato per anni, creando una frattura tra il calo complessivo dei crimini commessi in Italia negli ultimi dieci anni rispetto all’aumento esponenziale del tempo che i media dedicano ai fatti si sangue. Si chiama “mean world syndrome”, la rappresentazione di un mondo violento veicolata dai media che genera un senso di generale insicurezza sociale. CONTINUA A LEGGERE…
di Daniela Caruso
~ 01/07/09
Il 6 ottobre la Corte Costituzionale dovrà decidere se abrogare il Lodo Alfano, che rende Berlusconi immune dalla Giustizia. L’esito sembrava scontato fino a poco tempo fa: la Costituzione recita all’articolo 3 che “tutti i cittadini sono uguali di fronte alla Legge”. Con il dolo Alfano, quattro cittadini non sono più uguali di fronte alla legge.
Ma nel frattempo due giudici della Consulta che si deve pronunciare sul Lodo vanno segretamente a cena con Berlusconi, Alfano e Letta. I due giudici che hanno cenato con gli imputati del processo da svolgersi sono Paolo Maria Napolitano e Luigi Mazzella, che si è giustificato dicendo che lui “va a cena” con chi vuole… con i suoi “amici”.
Che imparzialità ci si può aspettare da questo giudizio inquinato da frequentazioni giudicanti e imputati? Nessuna. È ovvio che Berlusconi voglia blindare il Dolo Alfano, perché senza di esso i numerosi processi – giudiziari e mediatici in atto – lo vedrebbero soccombere. CONTINUA A LEGGERE…
di AlessioViscardi
~ 26/06/09
In principio era Mara Carfagna, la “donna da sposare” che fece infuriare Veronica e che divenne Ministro grazie alla propria abilità nel sesso orale. Alle Pari Opportunità, una soubrette poteva anche starci bene. Sennonché questa sobria e qualificata valletta dichiarò di trovare orribile che delle donne possano vendere il proprio corpo (prostituzione). Beh, avrebbe dovuto riflettere sul fatto che i suoi calendari di nudo le avevano fruttato bei quattrini, come anche il “servizietto” fatto al Primo Ministro.
Fu poi il tempo delle vallette/veline/attricine da mandare a Strasburgo. Elezioni europee. Memore della conversazione avuta con Saccà, Sua Emittenza Papi sapeva bene che una donna infuriata per le promesse non mantenute (Antonella Troise) poteva “impazzire” e metterlo in un mare di guai. Così, in occasione delle Elezioni Europee decise di candidare mezza Mediaset. Tra rosse del Grande Fratello e meteorine varie, i corsi di formazione (radioelettra) tenuti da Brunetta e Frattini furono un successone. In tre giorni era tutte belle e pronte per fare le Europarlamentine. CONTINUA A LEGGERE…

