di Francesco Donzelli - Presidente Alternative per il socialismo
~ 20/11/09
Come molti lettori avranno di sicuro notato, l’ultimo articolo pubblicato risale al lontano 8 settembre. Qualcuno avrà pensato, in assenza di aggiornamenti, che Alternative.com, e conseguentemente il progetto politico di Alternative per il socialismo, fosse fallito; che noi tutti avessimo chiuso i battenti per occuparci di altro. E invece no. In questi mesi ci sono state profonde novità , una radicale riorganizzazione dell’associazione che ci ha tenuti impegnati in un lungo confronto democratico. Alternative per il socialismo esiste ancora, porta ancora avanti le sue battaglie, in ultimo una raccolta firme contro la privatizzazione dell’acqua (http://napoli.indymedia.org/node/10880), e anche il nostro portale esiste ancora. O meglio, esiste anche quello.
Assieme ad un’associazione di amici giornalisti abbiamo deciso di costituire una vera testata giornalistica, Avanguardie, regolarmente registrata presso il Tribunale di Napoli. Una testata che sarà principalmente su supporto mediatico (www.avanguardie.info) poi successivamente, e con una periodicità irregolare, su supporto cartaceo. Una testata nuova che faccia da ponte tra l’informazione tradizionale e la rete, ma che sia soprattutto un esperimento politico di giornalismo indipendente (senza gruppi politici; interessi imprenditoriali e poteri forti alle spalle), di giornalismo partecipativo (tutti potranno scrivere e i più bravi accederanno alla redazione potendo poi usufruire dell’abilitazione pubblicistica) e di giornalismo generazionale (letà media dei componenti della redazione è di 25 anni). La testata è già on-line, in attesa di alcuni piccoli ritocchi grafici. Il giornale-cartaceo sarà stampato quanto prima, in coincidenza con una serie di appuntamenti assembleari che verranno puntualmente comunicati per chiunque sia interessato a parteciparvi.
Alternative.com non scompare, continuerà ad esistere come portale di informazione dell’associazione con comunicati, interviste e approfondimenti. Ma, per non limitare l’informazione ai contenuti prettamente specifici della nostra realtà politica, siamo pronti ad andare oltre noi stessi, a cedere una parte del nostro particolarismo per costruire qualcosa di nuovo, di più largo e partecipato.
Sappiamo che la sinistra politica in Italia non gode di ottima salute. Una crisi della sinistra che è anche, conseguentemente, una crisi delle proprie parole d’ordine, del proprio linguaggio, dei propri giornali. Eppure noi, consapevoli di ciò, siamo pronti ad accettare questa sfida, difficile e impegnativa. Un nuovo giornale, con una identità forte per rompere il pensiero unico imperante nelle nostre società .
di Francesco Donzelli - Presidente Alternative per il socialismo
~ 05/09/09
Il linciaggio mediatico ai danni dell’ormai ex direttore dell’Avvenire Boffo e l’azione legale ai danni dei quotidiani la Repubblica e l’Unità, gettano una luce inquietante sulle condizioni sempre più approssimative della nostra democrazia. Silvio Berlusconi è sempre più fuori controllo, affetto da delirio di onnipotenza, violento contro chiunque non la pensi a modo suo. Lui, gran manipolatore, abile come nessuno a capovolgere ogni situazione, trasforma l’informazione dei giornali liberi, cioè quelli che non sono di sua proprietà, in disinformazione di massa. “Povera Italia”, ha avuto l’ardire di dichiarare “con un sistema informativo come questo”. Si sa, Berlusconi ha sempre manifestato una insofferenza acuta nei confronti del giornalismo indipendente ma ora sembra pronto a radicalizzare il conflitto, fino al ridicolo: pensiamo all’avvocato Ghedini, tra l’altro parlamentare, che ha rilasciato una intervista al Corriere della sera pronto a sostenere la virilità sessuale del suo capo. “Berlusconi – dice Ghedini – è pronto ad andare in aula a spiegare che [non è] impotente”.
L’idea che dei giornalisti vengano citati, oltre che costretti alle dimissioni, perché fanno il loro lavoro, perché pongono domande e perché avanzano tesi è davvero preoccupante. Com’è scritto nell’appello dei giuristi Franco Cordero, Stefano Rodotà e Gustavo Zagrebelsky qui “si batte la strada dell’intimidazione” vediamo soffocato il diritto-dovere di “cercare, ricevere e diffondere con qualsiasi mezzo di espressione, senza considerazioni di frontiere, le informazioni e le idee”, come vuole la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del 1948.
A tutto questo ribellarsi è giusto, oltre che doveroso. In qualità di donne e uomini liberi non possiamo continuare a tacere, sottostare alla videocrazia imperante. Quello della libertà di stampa è un tema che riguarda tutti i cittadini: senza una informazione libera non possiamo dirci in democrazia. E questa deve essere anche una buona occasione per porre a tema, questa volta per davvero, il vertiginoso conflitto d’interesse di cui il premier Berlusconi è portatore.
Alternative per il socialismo aderisce alla manifestazione nazionale di sabato 19 settembre. Saremo in piazza con tante altre organizzazioni politiche, sociali e sindacali per chiedere tre cose: 1) che il capo di Stato, Giorgio Napolitano, intervenga decisivamente sugli attacchi di Berlusconi contro l’Unita e la Repubblica; 2) la radiazione di Vittorio Feltri, “professionista del falso” dall’albo dei giornalisti; 3) una legge che regoli definitivamente il conflitto d’interesse per chiunque ricopra una carica pubblica.
Oltre alla mobilitazione, invitiamo tutti coloro che condividono i tre punti di proposta a sottoscrivere l’appello di Alternative per il socialismo.
Facciamo sentire la nostra voce.
di Antonella Silvestri
~ 28/05/09
L’avvento di Silvio Berlusconi in politica ha sconvolto il nostro paese. Con il suo conflitto di interessi perenne, con la sua volgarità intellettuale, con la violenza verbale di chi vede dietro ogni angolo un complotto contro di lui, con la sua ideologia anticomunista, Silvio Berlusconi ha saputo approfittare di circostanze favorevoli che gli sono servite per cementificare il suo potere. CONTINUA A LEGGERE…
di Antonella Silvestri
~ 15/05/09
Ho letto con attenzione l’articolo del Presidente di Alternative per il socialismo Francesco Donzelli, “A sinistra con l’Altro”. Articolo nel quale Donzelli illustra (e sponsorizza) il nuovo giornale diretto da Piero Sansonetti, l’Altro, introducendo degli interessanti elementi di riflessione sulla situazione della sinistra italiana. Anch’io questa mattina, nella mia rassegna stampa, ho dedicato maggiore attenzione a questo nuovo giornale. Condivido l’auspicio di Donzelli, mi auguro che l’Altro possa crescere e assieme a lui maturare un progetto politico di una sinistra nuova e matura per le sfide politiche del XXI secolo. CONTINUA A LEGGERE…
di Francesco Donzelli - Presidente Alternative per il socialismo
~ 21/03/09
Noi di Alternative per il socialismo lo denunciamo da tempo. E come noi tante altre organizzazioni sociali e politiche. Ma questa volta il monito viene direttamente dall’Europa. L’Italia è un paese razzista. Lo si può leggere a chiare lettere nel rapporto dell’agenzia dell’ONU Ilo (Organizzazione Internazionale Lavoro). “È evidente e crescente – si legge nel rapporto – l’incidenza della discriminazione e delle violazioni dei diritti umani fondamentali nei confronti della popolazione immigrata nel Paese”. Accuse forti e inequivocabili. CONTINUA A LEGGERE…
di Michele Di Mauro
~ 16/02/09
Il debito pubblico italiano ha superato la storica cifra di 1700 miliardi di euro, con un interesse che
matura, ogni anno, di 80 miliardi. È evidente, considerata la gravità della situazione, che ogni invito
all’ottimismo e alla calma, specie se proveniente da quella politica che negli anni ha contribuito alla
maturazione di un simile sfacelo economico e finanziario, non possa che essere pretestuoso.
L’esperienza del governo di centro-sinistra guidato da Romano Prodi si è rivelata fallimentare
fondamentalmente per due motivi
1) considerando inviolabili i trattati europei su debito pubblico e disavanzo primario, i quali
impongono un contenimento del primo entro il 30% del PIL e del secondo entro il 3% dello
stesso parametro, si è optato per una politica dei due tempi (prima risanamento, poi riforme),
a scapito del già disastrato welfare italiano
2) l’incapacità decisionale che ha portato al tradimento del programma, soprattutto per quei
punti che dovevano giocare a favore delle classi più deboli della società italiana.
Oggi l’Italia si ritrova per la terza volto sotto il potere di un governo dal volto padronale, razzista,
conservatore con derive autoritarie, filogeneticamente fascista, il quale ha deciso di risanare, nel
pieno della filosofia liberista propugnata dalle direttive europee, le casse dello Stato scorporando da
esso servizi fondamentali come sanità, istruzione scolastica e universitaria, pubblica
amministrazione, beni comuni. Tuttavia in Italia non esiste, per questioni ataviche, un mercato
realmente “libero”, per cui una cerchia ristretta di imprenditori-finanzieri, a più livelli intrecciati
con la casta politica, rappresentati da Confindustria e Abi, si apprestano a spartirsi la torta messa sul
piatto dal governo Berlusconi.
A correre un serio pericolo non è solo la capacità dello Stato di garantire servizi di qualità,
accessibili a tutti, e quindi la solidarietà democratica del Paese, ma la stessa democrazia è messa in
discussione. Sono infatti a rischio l’autonomia del parlamento e della magistratura, in virtù del
disegno “deformatore” promosso in nome della governabilità e propagandato su più fronti facendo
leva sul malcontento dei cittadini verso le istituzioni e lo Stato nel suo insieme.
Nella legge 133/08 si delineano già le premesse per una privatizzazione a tutto campo della sanità,
dei servizi forniti dalle pubbliche amministrazioni, ma soprattutto del settore che più d’ogni altro è
fondamentale per la vita democratica di un paese: l’università.
Privatizzare la cultura e l’accesso ai saperi equivale a subordinare questi ultimi ad interessi sociali
particolari, il cui unico fine è la tutela di se stessi e della propria competitività, con ripercussioni
elevatissime in termini di indipendenza della formazione e della ricerca.
La tirannide del Capitalismo non aveva che da impadronirsi dei luoghi di cultura – che in Italia
resistevano nell’indipendenza almeno formale, nonostante una serie di sciagurate riforme – per
instaurare definitivamente la sua egemonia totale e totalizzante sugli individui.
La crisi economica che da più parti assalta il sistema, che in sé e da sé l’ha generata, può essere
un’occasione per tutte quelle forze sociali e politiche che hanno in mente un’alternativa da opporre
allo status quo. L’idea degli artefici del disastro è quella di opporre una qualche sorta di “regulation”
in opposizione alla “deregulation” assoluta che ha spadroneggiato come principio cardine del
neoliberismo. Sopperire con l’aiuto di Stato alle scelleratezze del capitale privato. Gli autori
materiali del disastro tuttavia non possono essere contemporaneamente agente patogeno e antidoto
della malattia. Bisogna che si faccia strada un’alternativa politica anzitutto, che imponga una
radicale inversione di tendenza nell’ordine mondiale.
Alternative per il Socialismo lancia un grande appello per una manifestazione da tenersi il 21 maggio 2009 a Napoli, la quale dovrà essere una grande festa con artisti che si alterneranno ad interventi dei
portavoce delle varie realtà aderenti, e dovrà fungere da cassa di risonanza per il grande lavoro
svolto sui territori prima di esso, e sottendere a tutto quello che si farà dopo.
Il messaggi da lanciare saranno due, e dovranno arrivare inequivocabili ad altrettanti interlocutori:
al governo, per dire che c’è un’opposizione sociale forte, che si ricompatta e che opera attivamente
nella società; all’opposizione parlamentare ed extraparlamentare di sinistra, che un progetto di
rinascita politica chiede a gran voce di vedere la luce nelle piazze e nella società civile attiva.
Il panorama politico, economico e sociale impone a tutte le coscienze individuali di unirsi per
opporre la solidarietà alla competitività; la tutela del lavoro allo sfruttamento; un progetto di vita al
precariato; la nonviolenza alla barbarie che a più livelli assedia gli uomini e le donne del nostro
tempo; la tutela dei beni comuni (come l’acqua) alla loro concentrazione nelle mani dei pochi
padroni del mondo.
Diritti in Primavera, per chiedere che si ricominci dal lavoro come diritto e come attività
umana, dall’accesso alla conoscenza come inizio del riscatto sociale e della liberazione
dall’abbrutimento, dalla nonviolenza come comprensione ed inclusione del diverso e non dalla paura e dall’esclusione;
a Napoli, per ripartire dal Sud, una terra sfruttata, dimenticata e data in pasto alla camorra,
per far ripartire tutta l’Italia;
il 21 maggio 2009, perché le nostre idee, come fiori, sbocceranno nel cuore della primavera.
di Martina Miniero
~ 01/02/09
Nasce, su Alternative per il Socialismo.com, la rubrica SOS ambiente, per raccontare che un’economia rispettosa della terra, dell’acqua e dell’aria, è possibile. Che la sola vera utopia è credere che il pianeta possa reggere i ritmi dell’attuale modello di sviluppo; per raccogliere gli esperimenti virtuosi di nazioni e comuni che non intendono distruggere l’unico pianeta che abbiamo. I primi cinque articoli saranno affidati a Martina Miniero, compagna e studentessa di medicina che ha raccolto una grande sfida: dimostrare quanto l’ambiente sia importante nel determinare la salute degli esseri umani, e quanta responsabilità i governi e le industrie abbiano verso l’umanità, quando optano per i combustibili fossili piuttosto che per le energie rinnovabili, quando investono sugli incentivi alle automobili invece che ai mezzi pubblici, quando decidono che la monnezza può essere bruciata ché tanto “da un inceneritore esce zero”. Proprio con gli inceneritori esordisce la nostra nuova rubrica.

l'inceneritore di Acerra (NA)
Il chimico Lavoisier nel 1789 enunciò ufficialmente la legge di conservazione della massa nella quale sosteneva che in una reazione chimica la quantità totale delle sostanze reagenti è uguale alla quantità totale delle sostanze prodotte. Nel nuovo millennio “circa 200anni dopo” con l’avvento degli inceneritori si è trovata un’eccezione a questa legge: negli impianti di incenerimento dove i rifiuti sono sottoposti al processo di combustione la materia si volatilizza nel nulla! O almeno è questo quello che vorrebbero farci credere. In realtà bruciare i rifiuti non equivale a distruggerli, la materia si trasforma in fumi e ceneri, inquinanti non più inerti ma altamente tossici. Quindi ritornando al principio di conservazione della massa nulla si crea e nulla si distrugge e sembra proprio che i politici di oggi non conoscano Lavoisier. Cerchiamo di spiegare meglio perché gli inquinanti prodotti dagli inceneritori sono da considerarsi “pericolosi”: i fumi emessi durante i processi di combustione si compongono sostanzialmente di ossidi di zolfo, ossidi di carbonio, ossidi di azoto, idrocarburi, particolato, silicati, ossidi di metalli, acido cloridrico o fluoridrico, ossidi di calcio e magnesio, percentuali diverse di metalli pesanti e sostanze cloro organiche, in particolare diossine e furani. CONTINUA A LEGGERE…
di AlessioViscardi
~ 28/12/08
Alternative per il Socialismo presenta, nella spendida cornice della Sala Gemito a Napoli, la propria Associazione Politico-Culturale. Network che lancia un ponte tra le diverse realtà ed associazioni presenti all’Assemblea. Tutti insieme, mossi dal desiderio di creare una rete di Democrazia Diretta capace di muovere proposte istituzionali “dal basso”.
Guarda i Video dell’Assemblea
1° parte - Sergio Bertat del Direttivo di Alternative per il Socialismo apre l’Assemblea e ci parla della Crisi Finanziaria e Politica che imperversa a tutti i livelli della Società Occidentale. A seguire, Dario Russo dell’Associazione Politologi espone i risultati di alcune indagini sul Sistema Baronale delle Università Napoletane.
2° parte – Giuseppe Giannini ci porta la testimonianza del Coordinamento Studentesco Secondo Policlinico, che raccoglie gli studenti in assemblea di Medicina, Biotecnologie e Farmacia contro i tagli indiscriminati del Governo Berlusconi. Lorenzo Crea di Giovani Allo Scoperto ci ricorda come il problema della disoccupazione a Napoli non esista soltanto “sei mesi prima delle elezioni”.
3° parte – Manuela Renna della Comunità per lo Sviluppo Umano elenca i misfatti della Politica Italiana, a partire dalle basi militari Nato che ospitano sul suolo italiano centinaia di Testate Atomiche. Daniele Petrella dell’Associazione Nazionale Archeologi ci svela le contraddizioni di un paese come l’Italia, in cui il Patrimonio Storico-Archeologico è infinito, ma dove la professione dell’Archeologo non è nemmeno ufficialmente riconosciuta.
4° parte – Il Consigliere alla Quarta Municipalità Armando Simenone denuncia lo sciacallaggio e la disinformazione causati dalla Social Card e altri punti poco chiari dell’attuale governo cittadino.
5° parte – Il Consigliere alla Quarta Municipalità Salvatore Zarlengo denuncia anch’esso le infiltrazioni e le convivenze tra politica e Camorra a Napoli.
6° parte – Imma Panico, Coordinatrice dei Giovani Comunisti, parla della condizione Giovanile e Lavorativa nel Mezzogiorno. Michele Tassaro dei Cobas dà voce alla protesta di chi è disoccupato e trova soltanto proposte di formazione continua, ma priva di sbocchi.
7° parte / 8° parte – Gli interventi dei membri Istituzionali di Alternative per il Socialismo. Comincia Ferdinando Apice, che espone la posizione dell’Associazione nei riguardi dei valori capitalistici occidentali. Continua Michele Di Mauro, che propone una riflessione politica sulla Sinistra Italiana contemporanea.
9° parte – Armando Ariello, del Movimento Territoriale di Scampia, e Franco Rescigno, rappresentante U.D.O., espongono le difficoltà dei disoccupati delle terre di periferia come Scampia.
10° parte - Francesco Donzelli, presidente di Alternative per il Socialismo, espone la Linea politica e culturale dell’Associazione.
11° parte / 12° parte - Il Capogruppo alla Regione Vito Nocera ci espone la propria denuncia al sistema dittatoriale che ci governa.
13° parte / 14° parte / 15° parte -Per concludere, l’Assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro Corrado Gabriele espone una serie di politiche sociali finalizzate alla formazione per il lavoro.
di Francesco Donzelli - Presidente Alternative per il socialismo
~ 15/12/08
Mercoledì 3 dicembre si è svolta alla sala Gemito la presentazione dell’associazione politico-culturale Alternative per il socialismo. Numerose sono state le associazioni che hanno aderito e partecipato, tutte mosse dallo spirito critico e innovativo di chi è intenzionato a riprendere una dialettica politica che nasca dal basso e muova verso una critica radicale della società.
Forte è stata anche la presenza istituzionale. Uomini di sinistra che insieme a noi hanno raccolto una sfida difficile quanto impegnativa: ricostruire insieme una sinistra nuova, pienamente calata nel terzo millennio, capace di innovare se stessa e di riformulare una nuova ipotesi di trasformazione della società. CONTINUA A LEGGERE…
di Assunta Caruso
~ 29/11/08
A quando la privatizzazione dell’ aria?

In un clima di evidente agitazione generato dalla, più che nota, Legge Gelmini recentemente approvata, il governo sembra essersi occupato negli ultimi mesi anche di un altre questioni, tra cui alcune di rilevanza mondiale. In particolare, il problema dell’acqua sembra aver suscitato
l’ immediato interesse del governo. In che modo il premier ha risolto il problema della scarsità e dello spreco sempre più consistente d’ acqua,che ci interessa da non pochi anni?
La Legge Tremonti n. 133 (Decreto Legge n. 112, convertito in legge il 6 agosto 2008), tristemente famosa per i tagli ai fondi universitari, ha formalizzato, nell’art 23 bis, nella parte relativa alle liberalizzazioni in tema di servizi pubblici locali a rilevanza economica, una generale privatizzazione da parte degli enti locali, ed in particolare dei comuni, di tutti i servizi pubblici, compreso quelli relativi alla gestione idrica.
Oltre che per la palese dannosità di un provvedimento tale, ci si stupisce di come una decisione così importante sembra essere passata inosservata dai media, ovviamente prima della pubblicazione della nota lettera di denuncia scritta da padre Alex Zanotelli ed indirizzata a Beppe Grillo. CONTINUA A LEGGERE…

