Alternative per il Socialismo

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  • L’egemonia anti-meridionalista delle destre

    di Francesco Donzelli - Presidente Alternative per il socialismo

    ~ 04/08/09

    Se volessimo sgombrare la mente da tutto il ciarpame senza pudore degli ultimi tempi, se intendessimo portare a compimento una seria riflessione politica scartando gli elementi di distrazione, se il nostro intento fosse quello di focalizzare una questione (andando al di là delle sterili polemiche) dovremmo usare con forza e preoccupazione una sola, drammatica parola: antimeridionalismo. CONTINUA A LEGGERE…

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    Stampa di Camorra

    di AlessioViscardi

    ~ 01/04/09

    Roberto Saviano a Che tempo che fa di Fabio Fazio

    Il 25 marzo scorso Robero Saviano, autore del best-seller Gomorra, è stato ospite alla trasmissione Che tempo che fa di Fabio Fazio.

    Quattro milioni di persone hanno seguito l’evento, dimostrando che l’opinione pubblica è interessata a quelle tematiche che spesso sono occultate dalle alte dirigenze.

    Saviano, che vive sotto scorta da tre anni per le minacce di morte ricevuto dal clan dei Casalesi, ha tenuto una lezione magistrale sull’utilizzo dei media da parte della camorra.

    Sotto analisi il linguaggio della stampa locale, in cui traspare il sistema valoriale dei camorristi, ma anche le dinamiche attraverso cui la criminalità organizzata controlla l’opinione pubblica con i giornali.

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    Post tags: camorra, che tempo che fa, controllo camorra, corriere di casera, criminalità organizzata, gomorra, informazione camorra, informazione camorristica, linguaggio camorra, saviano, soprannomi camorristi, stampa camorra
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    In memoria di Giancarlo Siani

    di Francesco Donzelli - Presidente Alternative per il socialismo

    ~ 16/03/09

    Fortapàsc è il titolo del film diretto da Mario Risi sulla vita (breve) di un protagonista della nostra terra che ha pagato con la vita il suo amore per la libertà di informazione: Giancarlo Siani. Il film verrà proiettato in anteprima assoluta al teatro San Carlo e da venerdì sarà in tutti i cinema. Un film che ci ricorda chi era Giancarlo, ne ricostruisce la semplicità e l’allegria, ma soprattutto la sua determinazione quando, da corrispondente precario de Il Mattino, scriveva articoli di denuncia contro la camorra di Torre Annunziata. Articoli con i quali Giancarlo sperava di essere assunto dal suo giornale.

    Giancarlo Siani è stato il primo a scrivere in un corpo narrativo discontinuo la nostra Gomorra, a raccontare il dramma di un Sud Italia schiacciato sotto il peso della malavita, a denunciare la storia di un popolo cui è stata rubata anche la più piccola scintilla di speranza. Ed è così che il passato e il presente si intrecciano strettamente in una perversa spirale di continuità; ancora oggi, proprio come Giancarlo scriveva nel suo ultimo articolo apparso sul Mattino il 22 settembre 1985 (Nonna manda il nipote a vendere l’eroina), i bambini vengono allevati nelle fabbriche della delinquenza. Un padre troppo giovane, appena diciassettenne, spacciava droga a Scampia in compagnia del suo figlioletto di soli sei anni. Il piccolo faceva da vedetta, da palo, quasi in prospettiva di una pessima carriera da percorrere sulle tracce dello sciagurato genitore.

    Per noi che facciamo politica e giornalismo è sempre doveroso raccontare la realtà più dura, quella che in profondità nasconde tutta la sua sconcertante sporcizia. Politica e giornalismo, a Napoli, in Campania, nel Sud. Il compito di informare e di tentare di cambiare le cose qui dove tutti hanno paura di farlo, in zone maledette dove sembra gravare un nefasto sortilegio di morte per chiunque si opponga a quel potere costituito che si chiama camorra. Ci proviamo noi, dal basso e in Rete, lo fanno i ragazzi di Locri, lo fa l’associazione Libera, lo fanno le donne e gli uomini che non hanno ceduto al pizzo, lo fanno i parenti delle vittime che ancora oggi non si arrendono. Forti delle nostre convinzioni, dobbiamo continuare insieme un cammino difficile. Nella lotta alla camorra c’è un’assoluta consonanza con l’intera società, significa lottare per un’economia diversa, significa ribellarsi ad ogni forma di sfruttamento e alienazione, significa pretendere una politica etica, significa garantire ai cittadini il diritto di denunciare ogni abuso senza paura di rimetterci la pelle, significa liberare l’uomo da se stesso.

    Ma non possiamo tacere che la forza della camorra coincide con la debolezza dello Stato. La totale assenza del welfare state (stato sociale) dà modo alla malavita organizzata di esercitare il suo potere sociale godendo del consenso popolare. La sosta selvaggia dei parcheggi abusivi, come ad esempio emerge da un’inchiesta condotta dai vigili urbani di Napoli, è direttamente gestiti dai clan. Quelle dei Misso e dei Mazzarella sono solo due delle cosche che gestiscono questo grosso affare, e sono tante, troppe le famiglie di parcheggiatori abusivi (proletari senza speranza) che mangiano con i soldi guadagnati grazie alla camorra.

    Dobbiamo comprendere che il nostro è un popolo di cittadini che dallo Stato non aspetta nulla, anzi si vede solamente costretto a dare senza ricevere in cambio neanche i diritti più elementari. La camorra è l’espressione di soldi facili, di un lavoro, di un sistema protezionistico per i suoi affiliati, è la codificazione di sottovalori ancora troppo radicati nel ventre del popolino. La camorra significa tante cose, e dietro ciascuna di esse c’è un abuso, un reato, un morto.

    Ribellarsi a tutto questo significa riconquistare la speranza di un futuro diverso, il diritto di lottare per la sopravvivenza di quelfla tribù napoletana che Pier Paolo Pasolini condannava all’estinzione. Ribellarsi a tutto il sangue degli innocenti uccisi nel silenzio colpevole di politici assenti o collusi è la strada che può condurci lungo il sentiero tortuoso della liberazione.

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    Post tags: camorra, cosche, fortapàsc, giancarlo siani, gomorra, il mattino, libera, malavita organizzata, mazzarella, misso, parcheggiatori abusivi, ragazzi di Locri, san carlo napoli, scampia, spaccio, stato sociale, welfare
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    Se una campagna anti-camorra potesse far qualcosa…

    di Roberta Esposito

    ~ 11/11/08

    Alzare al massimo le misure di sicurezza. Questa la soluzione all’ultima sconvolgente verità trapelata sui Casalesi. La Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli ha scoperto da dichiarazioni dei collaboratori di giustizia che il clan dei Casalesi è in possesso di 50 kg di tritolo, esplosivo che potrebbe essere usato contro giornalisti, pentiti e forze dell’ordine. Bersagli sicuri sono i giornalisti Roberto Saviano, Rosaria Capacchione e il magistrato Raffaele Cantone.

    Un’altra questione che compromette l’integrità di quella parte del casertano che non vuole arrendersi a Gomorra, non vuole tacere e voltare le spalle alla legalità. Insomma quelli che l’altro ieri hanno partecipato vivamente alla manifestazione anticamorra indetta da Sinistra Democratica. Proprio giovedì 6 novembre alle 16 presso il Municipio di Castel Volturno è partita la campagna anticamorra della Sinistra Democratica che attraverserà tutto l’autunno e tutto il prossimo anno. Il primo incontro ha un titolo duro “Facciamo neri i camorristi” – si vuole affermare il distacco dall’equazione “immigrazione uguale insicurezza sociale”. Proprio la notte del 5 novembre, a poche ore dall’incontro, nel Casertano si è registrato un ennesimo brutto segnale: a Villa Literno, i manifesti solidali con Saviano sono stati strappati e sostituiti da scritte ingiuriose. Questo a riprova dell’incomprensione della figura del giornalista e del suo messaggio rimbombato in tutto il mondo. Fino a due anni fa’ se si parlava di camorra, mafia, o ‘ndrangheta si parlava di Napoli, Palermo, Corleone… Grazie a Roberto Saviano, Casal di Principe è diventata una località famosa in tutta Italia e anche nel mondo. Era inevitabile che a qualcuno non andasse a genio questa visibilità. Il segretario della Sinistra democratica Claudio Fava ha spiegato che la scelta di Castel Volturno, fatta per onorare la memoria dei sei extracomunitari uccisi dai sicari del clan dei casalesi, non deve essere limitativa. Perché l’iniziativa deve essere portata in ogni angolo d’Italia in quanto “riguarda il tessuto di questo paese e non si limita ad una denuncia astratta ma chiede a questo governo misure, scelte, interventi e gesti che siano utili alla lotta contro la camorra”. E’ duro il politico, nonché cineasta, Fava in particolare perché non approva i dissennati tagli della riforma Gelmini con cui si chiuderanno 700 scuole elementari della provincia di Caserta. “Ci saranno 700 scuole in meno e molti figli in più della camorra” ha affermato all’agenzia giornalistica 9Colonne. CONTINUA A LEGGERE…

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    Post tags: camorra, camorra Casertano, camorra Villa Literno, casal di principe, Claudio Fava, I Cento Passi, manifestazione anticamorra, neri Castel Volturno, nicola cosentino, Peppino Impastato, saviano, sd, tritolo
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