di Francesco Donzelli - Presidente Alternative per il socialismo
~ 05/09/09
Il linciaggio mediatico ai danni dell’ormai ex direttore dell’Avvenire Boffo e l’azione legale ai danni dei quotidiani la Repubblica e l’Unità, gettano una luce inquietante sulle condizioni sempre più approssimative della nostra democrazia. Silvio Berlusconi è sempre più fuori controllo, affetto da delirio di onnipotenza, violento contro chiunque non la pensi a modo suo. Lui, gran manipolatore, abile come nessuno a capovolgere ogni situazione, trasforma l’informazione dei giornali liberi, cioè quelli che non sono di sua proprietà, in disinformazione di massa. “Povera Italia”, ha avuto l’ardire di dichiarare “con un sistema informativo come questo”. Si sa, Berlusconi ha sempre manifestato una insofferenza acuta nei confronti del giornalismo indipendente ma ora sembra pronto a radicalizzare il conflitto, fino al ridicolo: pensiamo all’avvocato Ghedini, tra l’altro parlamentare, che ha rilasciato una intervista al Corriere della sera pronto a sostenere la virilità sessuale del suo capo. “Berlusconi – dice Ghedini – è pronto ad andare in aula a spiegare che [non è] impotente”.
L’idea che dei giornalisti vengano citati, oltre che costretti alle dimissioni, perché fanno il loro lavoro, perché pongono domande e perché avanzano tesi è davvero preoccupante. Com’è scritto nell’appello dei giuristi Franco Cordero, Stefano Rodotà e Gustavo Zagrebelsky qui “si batte la strada dell’intimidazione” vediamo soffocato il diritto-dovere di “cercare, ricevere e diffondere con qualsiasi mezzo di espressione, senza considerazioni di frontiere, le informazioni e le idee”, come vuole la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del 1948.
A tutto questo ribellarsi è giusto, oltre che doveroso. In qualità di donne e uomini liberi non possiamo continuare a tacere, sottostare alla videocrazia imperante. Quello della libertà di stampa è un tema che riguarda tutti i cittadini: senza una informazione libera non possiamo dirci in democrazia. E questa deve essere anche una buona occasione per porre a tema, questa volta per davvero, il vertiginoso conflitto d’interesse di cui il premier Berlusconi è portatore.
Alternative per il socialismo aderisce alla manifestazione nazionale di sabato 19 settembre. Saremo in piazza con tante altre organizzazioni politiche, sociali e sindacali per chiedere tre cose: 1) che il capo di Stato, Giorgio Napolitano, intervenga decisivamente sugli attacchi di Berlusconi contro l’Unita e la Repubblica; 2) la radiazione di Vittorio Feltri, “professionista del falso” dall’albo dei giornalisti; 3) una legge che regoli definitivamente il conflitto d’interesse per chiunque ricopra una carica pubblica.
Oltre alla mobilitazione, invitiamo tutti coloro che condividono i tre punti di proposta a sottoscrivere l’appello di Alternative per il socialismo.
Facciamo sentire la nostra voce.
di Francesco Donzelli - Presidente Alternative per il socialismo
~ 18/05/09

La notizia che in queste ore occupa maggior spazio in quasi tutti i quotidiani nazionali è la “depalcazione” del sindacalista della FIOM (Federazione Italiana Operai Metalmeccanici) Gianni Rinaldini che sabato è stato scaraventato giù dal palco durante il suo comizio. Una manifestazione, quella di Torino, iniziata già con qualche tensione nonostante la volontà degli organizzatori di tenere salda una piattaforma unitaria che esprimesse al meglio tutta la rabbia e la preoccupazione dei lavoratori. Non è stato così. Durante il suo comizio, il sindacalista Rinaldini è stato aggredito e buttato giù da alcuni lavoratori aderenti allo Slai Cobas, almeno così raccontano i giornali.
Questo incidente non può essere sbrigativamente derubricato sotto la voce “minoranza manesca” come argomenta Adriano Sofri su la Repubblica, né è possibile mettere sotto accusa il gruppo dirigente della FIOM -come tenta di fare velatamente Peppino Caldarola sul Riformista- colpevole, secondo lui, di aver innescato lotte radicali che poi non è riuscito più a controllare. La questione è molto più delicata, investe la dimensione del governo ma sopratutto quella dello stesso sindacalismo. CONTINUA A LEGGERE…
di Antonella Silvestri
~ 15/05/09
Ho letto con attenzione l’articolo del Presidente di Alternative per il socialismo Francesco Donzelli, “A sinistra con l’Altro”. Articolo nel quale Donzelli illustra (e sponsorizza) il nuovo giornale diretto da Piero Sansonetti, l’Altro, introducendo degli interessanti elementi di riflessione sulla situazione della sinistra italiana. Anch’io questa mattina, nella mia rassegna stampa, ho dedicato maggiore attenzione a questo nuovo giornale. Condivido l’auspicio di Donzelli, mi auguro che l’Altro possa crescere e assieme a lui maturare un progetto politico di una sinistra nuova e matura per le sfide politiche del XXI secolo. CONTINUA A LEGGERE…
di Sergio Bertat
~ 28/10/08
Sono fortemente convinto che il ministro Maria Stella Gelmini con la sua riforma qualcosa di buono l’abbia fatto: ha finalmente risvegliato gran parte degli studenti italiani che fin o a poco tempo fa dormivano inconsapevolmente su un letto di spine. Tutti in piazza! Studenti, insegnanti, lavoratori e non, tutti uniti contro un governo che non dando il dovuto peso alle volontà del popolo va avanti con le sue riforme quasi volesse restaurare un nuova dittatura mascherata da finta democrazia. Rifacendomi al quotidiano la Repubblica ho qui riportato alcuni stralci che raccontano la mobilitazione studentesca nelle maggiori città italiane:
Palermo, proteste e sit-in
Cortei, sit-in e iniziative di protesta sono in corso in diversi punti della città, a Palermo. Davanti la sede della Rai, in viale Strasburgo, un gruppo di studenti di scuole medie superiori sta effettuando un sit-in, mentre altri studenti dopo un presidio in piazza Politeama, davanti al teatro, hanno sfilato in corteo per via Libertà, creando problemi alla circolazione. In piazza Castelnuovo invece gli studenti della Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università hanno partecipato a una lezione all’aperto. Altre lezioni delle facoltà di Ingegneria, Architettura, Medicina, Farmacia e Giurisprudenza sono in programma in diverse zone della città.
Calabria, assemblee e dibattiti
Proseguono assemblee e dibattiti nelle scuole calabresi contro i contenuti della riforma Gelmini. A Cosenza, stamani, manifestazione spontanea degli studenti delle scuole superiori che hanno sostato davanti alla Prefettura. Sempre nel cosentino, al liceo di San Giovanni in Fiore è partita una “campagna formativa e informativa” con assemblee, dibattiti e proiezioni di filmati cui partecipano docenti e studenti. Sono tornati regolarmente in classe, dopo tre giorni di occupazione, gli studenti del Liceo scientifico Pitagora di Rende (Cosenza). Autogestione al liceo scientifico e al professionale di Stato di Filadelfia, nel vibonese. All’università della Calabria continua la mobilitazione in vista dell’assemblea generale sulla riforma Gelmini.
Cagliari, lezione di storia al Bastione di Saint Remy
“I tagli del governo agli atenei provocheranno caos e degrado nell’Università italiana”. E’ questo il monito con cui Claudio Natoli, professore di Storia contemporanea all’Università di Cagliari, ha aperto, di fronte a circa 300 persone e agli sguardi degli incuriositi passanti, al Bastione di Saint Remy, la prima delle tre “lezioni in piazza” previste stamattina nell’ambito della protesta organizzata da docenti e studenti della facoltà di Lettere e filosofia del capoluogo sardo. Attorno la professore, alcuni studenti con indosso magliette “insanguinate” si sono stesi su drappi neri per rappresentare la scena di un omicidio, spiegando poi con uno striscione che “l’arma del delitto è la legge 133″.
Cortei Roma a piazza Venezia e al ministero dell’Istruzione
La testa del corteo degli studenti partito da piazza della Repubblica è arrivata a piazza Venezia. I ragazzi, di diverse estrazioni politiche, hanno sfilato lungo via Cavour e via dei Fori Imperiali. Al ministero dell’Istruzione è arrivato un altro corteo di 1500 studenti partito dal laghetto dell’Eur.
Roma, occupato anche il Manara
Continuano le occupazioni dei licei romani per protestare contro il Dl Gelmini. Da stamane anche lo ’storico’ liceo classico ”Manara”, nel quartiere di Monteverde vecchio, a due passi da Villa Pamphili, è stato occupato dagli studenti che hanno bloccato la didattica e si stanno organizzando in una sorta di autogestione.
Torino, licei e istituti occupati
A Torino l’elenco dei licei e degli istituti bloccati («ma non si tratta di occupazione» precisano gli studenti) è lungo. Ogni scuola ha scelto vari modi di contestazione. In alcune ci sono in parte, lezioni regolari e assemblee al mattino. Il pomeriggio ci sono i laboratori alternativi. Ci sono le lezioni in piazza (gli studenti del Gioberti, nell’area davanti a Palazzo Nuovo). C’è l’agitazione che prosegue anche la notte, con gli studenti, sorvegliati da alcuni insegnanti d’accordo sulla protesta, che si fermano nelle aule, tra canti, musiche e cibi e torte preparate dai genitori.
Napoli, proseguono le lezioni all’aperto
A Napoli proseguono le lezioni all’aperto. Stamattina è stato il turno della professoressa Valentini con un seminario dal tema “la politica quando diventa format” nel cortile di Palazzo Giusso. La mobilitazione prosegue anche negli altri Atenei. La prima assemblea di oggi si è svolta nella sede di Ingegneria della Federico II a piazzale Tecchio. Alle 12 sarà la volta di Architettura in via Forno Vecchio e alle 14.30 Fisica a Monte Sant’Angelo. Nel pomeriggio, la consueta riunione delle 15 a Palazzo Giusso e alle 16.30 un’altra assemblea nell’aula occupata della Facoltà di Scienze a via Mezzocannone.
Roma, studenti di medicina fanno lezione sotto ministero
Continua il ciclo delle lezioni in piazza organizzato dagli studenti della Sapienza. Stamattina è la volta dei ragazzi di medicina i che, con tanto di camici indosso, si sono presentati alle 10 sotto al ministero dell’istruzione per una lezione di chirurgia toracica. Sulle gradinate del dicastero ci sono più di cento universitari pronti ad ascoltare la lezione del professor Marco Biffoni.
Corteo a Potenza, universitari in assemblea a Matera
Circa duemila studenti delle scuole medie superiori di Potenza hanno partecipato stamani ad un altro corteo – dopo quello organizzato nei giorni scorsi e dopo il “sit-in” di ieri sera – per protestare contro il decreto del Governo sulla scuola. Il corteo ha percorso alcune delle strade principali della città, bloccando momentaneamente il traffico. A Matera, gli studenti universitari si sono riuniti in assemblea: stamani è previsto l’intervento del rettore dell’Ateneo lucano, Antonio Mario Tamburro. Nel pomeriggio in città si svolgerà un corteo di protesta contro la riforma e domani alcune lezioni potrebbero svolgersi all’aperto.
Parma, lunedì di proteste
A Parma non si ferma la protesta anti-Gelmini. Lezioni in piazza, corsi sospesi, volantinaggio, autogestioni. Un lunedì infuocato per protestare contro i tagli all’istruzione: tra scuole superiori e università continuano le manifestazioni di protesta e giovedì 30 i professori scenderanno in strada per lo sciopero nazionale
Palermo, lezioni all’aperto
Ritornano anche a Palermo le aule all’aperto. Stamattina lezione in piazza Politeama per la facoltà di Scienze della formazione, mentre ad Architettura gli studenti come gesto simbolico sostituiranno le pietre di un fossato con piante da loro acquistate. Nel pomeriggio, ancora al Politeama, per la grande manifestazione indetta da Lettere e alla quale hanno aderito tutte le altre facoltà: l’appuntamento è alle 16.
Bologna, candele accese contro la riforma
«Fermatevi». Le scuole bolognesi lo scriveranno con candele e torce sul crescentone, martedì alle 18.30, ed invitano tutte le piazze italiane a fare lo stesso, per lanciare un messaggio luminoso alla vigilia del voto sulla riforma Gelmini al Senato. Non più una semplice fiaccolata, dunque, ma una veglia notturna di protesta in preparazione dell´ultima spiaggia.
Bari, lezioni all’aperto
Lezioni universitarie in piazza questa mattina a Bari per protestare contro la riforma Gelmini. Stamane a dare il via alle attività, nella centrale piazza Umberto, di fronte all’Ateneo, è stato il professor Angelo Massafra della facoltà di Lettere con una lezione di storia moderna rivolta ad una cinquantina di studenti seduti per terra. Fitto il programma della giornata. I docenti hanno accolto favorevolmente l’iniziativa degli studenti concordando addirittura con la preside di facoltà, Grazia Di Staso, il calendario delle lezioni di tutta la settimana.
Trento, maratona didattica
Ha preso il via questa mattina alla facoltà di Sociologia a Trento una maratona didattica no stop di protesta contro la legge 133. Un’iniziativa promossa dal Comitato No Gelmini in preparazione della manifestazione di domani mattina che prevede un corteo fino alla sede del Rettorato, in coincidenza con la seduta del consiglio di amministrazione dell’Università. Sempre questa mattina i lettori di madre lingua, con una lezione all’aperto, manifestano davanti al Rettorato contro il blocco delle assunzioni.
Firenze, 24 ore di lezioni in piazza
E’ partita a Firenze la maratona di studio per protestare contro la Legge 133. Gli studenti del polo di scienze hanno organizzato infatti 24 ore non stop di lezioni a partire dalle 8.30 di stamattina.
Le lezioni si svolgono al dipartimento di matematica Ulisse Dini e sono visibili anche in streaming sui siti www.collettivodiscienze.it e www.studentidisinistra.org. Stamani la prima lezione è stata ‘Testa, croce o successioni’ del professor Ricci; a seguire lezioni di chimica, meccanica, fisica e geometria. Non mancheranno lezioni curiose su come imparare, ad esempio, a risolvere il cubo di Rubik o su come mentire con la statistica. Su internet gira la proposta di estendere a tutta Italia l´idea lanciata da una scuola di Pietrasanta di organizzare una veglia-fiaccolata per martedì.
Foggia, istituto chiuso con lucchettti
Ancora una iniziativa di protesta contro il decreto Gelmini, questa mattina, da parte degli studenti dell’istituto tecnico per geometri “Eugenio Masi” di Foggia. Gli studenti hanno manifestato gridando slogan e chiedendo il ritiro del decreto. Inoltre hanno chiuso i cancelli dell0istituto scolastico con alcuni lucchetti attaccando anche dei cartelli che invitano a proseguire nella lotta. Sul posto sono intervenuti i carabinieri che hanno rotto i lucchetti: i militari hanno anche avviato delle indagini per verificare se vi siano gli estremi del reato di interruzione di pubblico servizio.
Tor Vergata in vendota su e-Bay
Proteste senza sosta negli atenei. Gli studenti dell’università romana Tor Vergata hanno provocatoriamente messo in vendita, per appena un euro e 50 centesimi, sul sito e-Bay la propria università. Sempre gli studenti di Tor Vergata ieri hanno raggiunto la centrale piazza dei Cinquecento, a Roma, in camice bianco e libri in mano.

